Attualità - 03 novembre 2026, 15:05

Il Piemonte è la prima regione italiana per impianti idroelettrici: producono il 26,8% dell'elettricità consumata

Su un totale di 4.953 siti presenti in Italia, la nostra regione ne conta 1.106

Il Piemonte è la prima regione italiana per impianti idroelettrici: producono il 26,8% dell'elettricità consumata

Il Piemonte si conferma protagonista nazionale nella produzione di energia idroelettrica. Con 1.106 impianti, tra grandi e piccoli, e una potenza installata di 3.909 megawatt, la regione occupa il primo posto in Italia per numero di centrali, rappresentando oltre il 22% del totale nazionale. Una produzione che, secondo i dati Terna 2025 riportati da Legambiente, è in grado di coprire il 26,8% dei consumi elettrici regionali.

Su un totale di 4.953 impianti presenti in Italia, il Piemonte precede il Trentino-Alto Adige, che ne conta 906, e la Lombardia, con 766. Numeri che testimoniano il ruolo strategico della risorsa idrica nel sistema energetico regionale e il contributo dell'idroelettrico alla transizione verso le fonti rinnovabili.

Accanto ai dati, emergono anche esperienze innovative che dimostrano come sia possibile produrre energia pulita valorizzando infrastrutture già esistenti, senza aumentare i prelievi d'acqua. È il caso della centrale Montalto 2 di Edison, a Montalto Dora, in provincia di Torino, inserita da Legambiente tra le migliori pratiche nazionali di transizione ecologica.

L'impianto è stato protagonista della 49ª tappa della campagna nazionale “I cantieri della transizione ecologica”, promossa dall'associazione ambientalista per raccontare e valorizzare progetti capaci di coniugare innovazione, sostenibilità e attenzione al territorio.

Una centrale che sfrutta infrastrutture del 1934

Entrata in funzione nel 2024, la centrale Montalto 2 rappresenta un esempio di recupero e valorizzazione del patrimonio idroelettrico esistente. L'impianto utilizza infatti la derivazione idrica realizzata nel 1934 per la storica centrale di Montalto Dora, sfruttando le stesse portate d'acqua della Dora Baltea senza incrementarle o modificarle.

Si tratta di un impianto ad acqua fluente che produce elettricità sfruttando un salto idraulico di appena 3,35 metri. L'energia dell'acqua viene trasformata in energia meccanica attraverso una turbina Kaplan ad asse orizzontale e successivamente convertita in energia elettrica mediante un generatore.

L'acqua viene quindi restituita alla Dora Baltea attraverso il tratto terminale del canale, senza modificare le portate complessivamente derivate dal sistema idroelettrico.

Secondo i dati forniti da Edison, la centrale produce mediamente 7,7 gigawattora di energia all'anno, sufficienti a soddisfare il fabbisogno elettrico di circa 2.800 famiglie, evitando l'emissione di circa 5.000 tonnellate di anidride carbonica rispetto alla produzione da fonti fossili.

Un risultato ottenuto senza realizzare nuove grandi opere di derivazione, ma migliorando l'efficienza energetica di un'infrastruttura storica.

Legambiente: “Un modello replicabile anche altrove”

Per Legambiente, l'esperienza di Montalto Dora dimostra le potenzialità del piccolo idroelettrico quando viene sviluppato con attenzione agli equilibri ambientali.

“Nel panorama delle fonti rinnovabili l'idroelettrico rappresenta un asset importante nel nuovo sistema energetico basato sulle fonti pulite, su cui occorre prestare attenzione analizzando sia le potenzialità sia le criticità”, sottolinea Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente.

“Le centrali idroelettriche trasformano l'energia dell'acqua in energia elettrica ed è importante che tengano conto dell'ambiente e del territorio circostante. Da questo punto di vista la centrale mini-idroelettrica Montalto 2 ben racconta come sia possibile coniugare produzione da fonti pulite con un basso impatto sul territorio”.

Secondo Ciafani, il progetto rappresenta un'esperienza che potrebbe essere replicata anche in altri contesti, utilizzando canali artificiali, sia idroelettrici sia irrigui, e piccoli salti d'acqua per produrre energia rinnovabile.

Edison: “Valorizzare le infrastrutture e rispettare gli ecosistemi”

Anche Edison sottolinea il valore strategico dell'idroelettrico, una tecnologia che accompagna la storia energetica italiana dalla fine dell'Ottocento.

“L'idroelettrico è un settore di grande importanza strategica: è la prima fonte rinnovabile al mondo e valorizza una risorsa come l'acqua, il cui utilizzo richiede competenze specifiche e un forte senso di responsabilità”, dichiara Nicola Monti, amministratore delegato di Edison.

“Edison vanta una lunga tradizione in questo settore, avendo realizzato le prime centrali del Paese sul finire dell'Ottocento, e ancora oggi continua a puntare sull'innovazione, valorizzando le infrastrutture esistenti e realizzando impianti sempre più integrati nell'ambiente, come Montalto 2”.

L'obiettivo, spiega Monti, è contribuire a una “transizione energetica diffusa”, capace di coinvolgere direttamente i territori e conciliare produzione di energia rinnovabile, utilizzo efficiente delle risorse e tutela degli ecosistemi.

Monitoraggio ambientale e benefici per il territorio

Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda il monitoraggio delle condizioni idrologiche ed ecologiche della Dora Baltea.

La centrale rientra infatti in una più ampia sperimentazione sul deflusso ecologico che coinvolge anche la Regione Piemonte, la Città metropolitana di Torino e Arpa, interessando il corso della Dora Baltea fino alla confluenza con il Po.

L'obiettivo è verificare gli effetti della gestione delle risorse idriche sugli ecosistemi fluviali e favorire un equilibrio tra produzione energetica e tutela ambientale.

Il progetto ha inoltre generato ricadute economiche e occupazionali sul territorio, accompagnate da interventi di riqualificazione e ripristino delle aree interessate dai lavori.

La centrale è stata progettata per limitare l'ingombro superficiale e favorire l'integrazione nel paesaggio circostante, riducendo le modifiche alla percezione dei luoghi.

L'esperienza di Montalto Dora si inserisce così in un contesto regionale nel quale l'idroelettrico continua a rappresentare una componente fondamentale della produzione energetica. Con oltre un quinto degli impianti italiani concentrati sul proprio territorio, il Piemonte si conferma un punto di riferimento nazionale, chiamato a coniugare lo sviluppo delle energie rinnovabili con la salvaguardia dei corsi d'acqua e degli ambienti montani e fluviali.



Redazione

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