La pausa pranzo degli studenti che partecipano al progetto Polaris – Agenda Nord diventa motivo di confronto tra le amministrazioni comunali di Lesa e Meina e l'Istituto Comprensivo del Vergante. Al centro della questione la possibilità di garantire ai ragazzi un pasto caldo attraverso il servizio mensa scolastica, messo a disposizione dai due Comuni, a fronte dell'indicazione di consumare un pranzo al sacco direttamente in aula.
A sollevare pubblicamente la questione è il sindaco di Lesa, Luca Bona, intervenuto dopo le perplessità e le rimostranze espresse da alcune famiglie e insegnanti. Il primo cittadino ha pubblicato una comunicazione ufficiale inviata il 9 ottobre all'Istituto Comprensivo del Vergante dall'Unione di Comuni Collinari del Vergante, nella quale viene manifestata la disponibilità ad attivare il servizio mensa durante le attività del progetto.
Nel documento, firmato dal responsabile del servizio Filippo Frattini, si precisa che i Comuni di Lesa e Meina sono pienamente disponibili a garantire la mensa scolastica, qualora sia assicurata la presenza del personale docente incaricato della vigilanza degli alunni durante il pasto. Una soluzione ritenuta preferibile dalle amministrazioni per offrire ai ragazzi un pranzo caldo, completo ed equilibrato.
"Il Comune di Lesa ha dato immediata disponibilità, dando anche indicazioni al servizio mense, seguito subito dal Comune di Meina, coinvolto dall'assessore Federica Schiavini", spiega Bona, che sottolinea come la sorveglianza degli studenti sia già prevista anche nel caso del pranzo al sacco.
"Tenendo anche conto che la sorveglianza è già prevista anche per il pranzo al sacco, la possibilità di utilizzare la mensa non accresce l'impegno del personale statale", osserva il sindaco.
Nonostante la disponibilità manifestata dai due Comuni, secondo quanto riferito dal primo cittadino non sarebbe arrivata alcuna risposta alla comunicazione ufficiale.
"Assicurare il pasto caldo in mensa ai ragazzi secondo noi è semplicemente buon senso. Ma a questa comunicazione non è seguita alcuna risposta, semplicemente è stata confermata dall'Istituto Comprensivo l'indicazione di far portare i panini ai ragazzi, da consumare in aula", afferma Bona.





