Sanità - 29 ottobre 2026, 12:03

Chirurgia toracica, a Novara oltre 1.100 interventi mini-invasivi al polmone dal 2020

All'ospedale Maggiore la videotoracoscopia monoportale viene utilizzata dal 2013. Una sola incisione di pochi centimetri permette di ridurre il dolore post-operatorio e accelerare il recupero dei pazienti

Chirurgia toracica, a Novara oltre 1.100 interventi mini-invasivi al polmone dal 2020

All'ospedale Maggiore della Carità di Novara la chirurgia toracica mini-invasiva è una realtà consolidata da oltre dieci anni. Dal gennaio 2020 sono stati 1.145 i pazienti operati con la tecnica della videotoracoscopia monoportale, su un totale di 1.287 interventi eseguiti dalla Struttura Complessa di Chirurgia Toracica, diretta dal professor Ottavio Rena.

Secondo i dati del Programma Nazionale Esiti di AGENAS, si tratta della casistica più ampia del Piemonte. Una metodica utilizzata a Novara dal 2013, tornata al centro dell'attenzione dopo il recente intervento di chirurgia toracica effettuato al Policlinico Gemelli di Roma.

La tecnica consente di operare attraverso un'unica incisione di 3-4 centimetri, senza divaricare le coste. Attraverso questa apertura vengono introdotti una telecamera endoscopica e gli strumenti necessari per asportare il lobo polmonare interessato dalla malattia e i linfonodi regionali. Dalla stessa incisione viene inoltre posizionato il drenaggio.

I vantaggi riguardano soprattutto il recupero dopo l'operazione. La minore invasività permette di contenere il dolore post-operatorio e favorisce una ripresa più rapida delle normali attività. Il paziente può tornare a camminare e alimentarsi autonomamente già poche ore dopo l'intervento, mentre la degenza media è di 3-4 giorni. Il recupero completo avviene generalmente nell'arco di una decina di giorni.

La procedura può essere proposta anche a pazienti anziani o fragili, compresi quelli affetti da patologie croniche cardiovascolari o respiratorie.

Il tumore del polmone rimane una delle principali cause di mortalità oncologica. Secondo i dati AIOM-AIRTUM 2025 riportati dal professor Rena, in Italia erano attese 43.500 nuove diagnosi, di cui 30mila negli uomini e 13.500 nelle donne. Nei casi diagnosticati agli stadi iniziali, I e II, il trattamento chirurgico consente sopravvivenze a cinque anni comprese tra il 60 e l'85%.

“La videotoracoscopia monoportale è una tecnica che nella nostra struttura utilizziamo ormai da oltre dieci anni e che è diventata parte integrante della nostra attività chirurgica”, sottolinea il professor Rena. “Le recenti notizie relative all'intervento eseguito al Gemelli di Roma rappresentano anche l'occasione per ricordare che questa metodica, oggi al centro dell'attenzione, viene applicata a Novara di routine dal 2013, con un'esperienza che dal 2020 conta già 1.145 interventi”.

La Chirurgia Toracica del Maggiore partecipa inoltre ogni settimana ai Gruppi Interdisciplinari Cure per il tumore del polmone della Rete Oncologica Piemonte e Valle d'Aosta, in collaborazione con le Asl di Biella, Vercelli e Verbano Cusio Ossola. Questo percorso permette anche ai pazienti del quadrante nord-orientale del Piemonte di accedere alla procedura.

L'analisi degli interventi eseguiti dal 2020 evidenzia tassi di complicanze post-operatorie inferiori alla media nazionale e risultati di sopravvivenza a lungo termine in linea con quelli riportati dalle principali società scientifiche internazionali.

Un'attività che conferma l'esperienza maturata dall'ospedale Maggiore di Novara nella chirurgia toracica mini-invasiva, con l'obiettivo di ridurre il trauma chirurgico e favorire un ritorno più rapido alla vita quotidiana.

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Redazione

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