Sanità - 28 ottobre 2026, 18:05

Chirurgia toracica, all’ospedale “Maggiore” di Novara 1.145 interventi con una tecnica mini-invasiva

Il reparto diretto dal dottor Ottavio Rena è tra le eccellenze per la videotoracoscopica monoportale

Chirurgia toracica, all’ospedale “Maggiore” di Novara 1.145 interventi con una tecnica mini-invasiva

Una tecnica mini-invasiva utilizzata a Novara ormai di routine dal 2013 consente di intervenire attraverso un’unica incisione di pochi centimetri. La recente attenzione suscitata dall’intervento di chirurgia toracica eseguito presso il Policlinico Gemelli di Roma ha riportato in primo piano la videotoracoscopia monoportale. All'ospedale Maggiore della Carità di Novara, dal gennaio 2020 sono stati 1.145 i pazienti operati con la videotoracoscopica monoportale, sui 1.287 complessivamente sottoposti a intervento chirurgico presso la struttura complessa di chirurgia toracica diretta dal professor Ottavio Rena. Si tratta della casistica più ampia del Piemonte, secondo i dati del Programma Nazionale Esiti dell’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari Regionali (Agenas).

L’intervento viene eseguito in anestesia generale attraverso una sola incisione di 3-4 centimetri, senza divaricare le coste. Attraverso lo stesso accesso vengono introdotti la telecamera endoscopica e gli strumenti chirurgici necessari per l’asportazione del lobo polmonare interessato dalla malattia e dei linfonodi loco-regionali; dalla stessa incisione viene inserito anche il drenaggio. La ridotta invasività, limitata a un solo spazio intercostale, consente di contenere il dolore post-operatorio e favorisce una mobilizzazione precoce: il paziente può tornare a camminare e alimentarsi autonomamente poche ore dopo l’intervento. La degenza media è di 3-4 giorni e il recupero completo avviene generalmente nell’arco di circa dieci giorni. La metodica può essere proposta anche a pazienti anziani o fragili con patologie croniche cardiovascolari o respiratorie.

Il tumore del polmone resta una delle principali cause di mortalità oncologica. Secondo i dati Aiom-Airtum 2025 riportati dal professor Rena, in Italia erano attese 43.500 nuove diagnosi, di cui 30.000 negli uomini e 13.500 nelle donne. Nei tumori diagnosticati agli stadi I e II, il trattamento chirurgico consente sopravvivenze a cinque anni comprese tra il 60 e l’85 per cento.

"La videotoracoscopia monoportale è una tecnica che nella nostra struttura utilizziamo ormai da oltre dieci anni e che è diventata parte integrante della nostra attività chirurgica – sottolinea il professor Rena –. Le recenti notizie relative all’intervento eseguito al Gemelli di Roma rappresentano anche l’occasione per ricordare che questa metodica, oggi al centro dell’attenzione, viene applicata a Novara di routine dal 2013, con un’esperienza che dal 2020 conta già 1.145 interventi".

La chirurgia toracica del “Maggiore” partecipa settimanalmente ai Gruppi Interdisciplinari Cure per il tumore del polmone della Rete Oncologica Piemonte e Valle d’Aosta, insieme alle Asl di Biella, Vercelli e Vco, garantendo l’accesso alla procedura ai pazienti del quadrante nord-orientale della regione. L’analisi della casistica dal 2020 evidenzia inoltre tassi di complicanze post-operatorie inferiori alla media nazionale e sopravvivenze a lungo termine in linea con quelle riportate dalle principali società scientifiche internazionali.

Un’esperienza consolidata che conferma il ruolo dell’Aou di Novara nella chirurgia toracica mini-invasiva, con percorsi orientati a ridurre il trauma chirurgico e favorire un recupero sempre più rapido del paziente.

Comunicato Stampa Asl Novara

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