Associazioni - 23 ottobre 2026, 07:05

Cibi ultraformulati, Coldiretti Piemonte chiede all'Europa maggiori tutele per la salute

L'associazione valuta una class action contro le politiche europee e richiama i rischi legati al consumo di alimenti industriali. Brizzolari e Rivarossa: "Il diritto alla salute deve venire prima degli interessi economici"

Cibi ultraformulati, Coldiretti Piemonte chiede all'Europa maggiori tutele per la salute

Coldiretti Piemonte rilancia l'allarme sui rischi per la salute associati al consumo di alimenti ultraformulati e chiede all'Unione Europea interventi più incisivi per tutelare i cittadini, a partire dai bambini. L'associazione sta valutando anche la possibilità di avviare una class action, con l'obiettivo di portare la questione davanti alla Corte di giustizia europea.

La posizione è stata espressa durante il Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione, organizzato da Coldiretti in collaborazione con The European House – Ambrosetti, in corso a Roma. All'appuntamento partecipano anche Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte e componente della giunta nazionale, e Bruno Rivarossa, delegato confederale.

A sollevare la questione è stato il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, che ha annunciato la valutazione dei tempi e delle condizioni per un'eventuale azione legale contro le politiche ritenute insufficienti a contrastare la diffusione dei prodotti ultraformulati.

Al centro delle preoccupazioni dell'associazione ci sono le possibili conseguenze sulla salute di un consumo elevato di questi alimenti. Coldiretti richiama una ricerca pubblicata su The Lancet nel 2025, legata agli studi dell'epidemiologo brasiliano Carlos Augusto Monteiro, secondo la quale un maggiore consumo di cibi ultraformulati risulta associato a un aumento del rischio di diverse patologie.

Tra i dati riportati figurano un'associazione con un rischio più elevato di diabete di tipo 2 del 25%, depressione del 23%, sovrappeso e obesità del 21% e malattie cardiovascolari del 18%. Si tratta di associazioni statistiche che non dimostrano, da sole, un rapporto diretto di causa ed effetto.

Per Coldiretti Piemonte è necessario intervenire sia sul fronte della prevenzione sia su quello del sostegno alle produzioni agricole.

"L'obiettivo è mettere l'Europa davanti alle proprie responsabilità: il diritto alla salute deve venire prima degli interessi economici delle multinazionali alimentari", dichiarano Cristina Brizzolari e Bruno Rivarossa, sottolineando anche la necessità di garantire un reddito adeguato agli agricoltori impegnati nella produzione di alimenti freschi.

L'associazione richiama inoltre i costi della cattiva alimentazione per il sistema sanitario. Secondo uno studio della Fondazione Aletheia citato da Coldiretti, in Italia le spese legate alla cura delle malattie croniche associate a stili alimentari scorretti ammonterebbero a circa 13 miliardi di euro all'anno.

Un altro elemento di critica riguarda le politiche europee sugli appalti pubblici. Secondo Coldiretti, la mancata introduzione di un divieto specifico per gli alimenti ultraformulati rappresenterebbe un'occasione persa per favorire modelli alimentari più salutari.

L'impegno dell'associazione si è tradotto anche in iniziative sul territorio. Lo scorso luglio, attraverso "Campagna Amica per la salute", promossa insieme a Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, sono state organizzate attività in cinque ospedali piemontesi e in 70 strutture sanitarie italiane, con il coinvolgimento dei medici e la valorizzazione di prodotti agricoli freschi, locali, stagionali e tracciati.

Per Coldiretti Piemonte, la promozione di una corretta alimentazione deve diventare una priorità delle politiche pubbliche, affiancando alla tutela della salute il sostegno al settore agricolo e una maggiore attenzione alla qualità del cibo destinato alle nuove generazioni.

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comunicato stampa a.f.

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