Segnali positivi per l'economia della provincia di Novara, che si colloca tra i territori piemontesi con le migliori aspettative di crescita della produzione per gli ultimi tre mesi del 2026. Secondo l'indagine congiunturale realizzata da Confindustria Piemonte e Unione Industriali Torino, il saldo delle previsioni produttive delle imprese novaresi raggiunge il +8,5%, superando la media regionale del +6,7%.
Il dato colloca Novara al secondo posto in Piemonte, alle spalle di Torino (+12,4%) e davanti ad Asti (+7,9%). Un risultato che evidenzia un clima di fiducia relativamente favorevole tra le aziende del territorio, nonostante le incertezze legate allo scenario internazionale e all'andamento dei costi energetici.
L'indagine, condotta su un campione di circa 1.200 imprese piemontesi, fotografa un miglioramento delle prospettive economiche regionali. Il saldo delle attese sulla produzione passa infatti dal +2,3% del terzo trimestre al +6,7% del quarto, indicando una maggiore prevalenza di aziende che prevedono un aumento dell'attività rispetto a quelle che si attendono una diminuzione.
A livello piemontese, la crescita delle aspettative è sostenuta soprattutto dal settore dei servizi, che registra un saldo del +16%, mentre il comparto manifatturiero si ferma al +2,3%. Tra le attività industriali emergono l'alimentare (+21,7%) e la carta-editoria (+16,7%), mentre nel terziario si distinguono le tecnologie informatiche e della comunicazione (+19,4%) e i servizi alle imprese (+16,3%).
Indicazioni incoraggianti arrivano anche dal mercato del lavoro. Le previsioni occupazionali regionali presentano un saldo positivo del +10,7%, mentre la quota di imprese intenzionate a effettuare investimenti raggiunge il 74,8%. Di queste, il 25,1% prevede interventi destinati a nuovi impianti.
Restano tuttavia alcune criticità. Le aspettative sulla redditività delle aziende piemontesi rimangono negative, con un saldo del -6,1%, così come quelle relative agli ordini dall'estero, ferme al -1,5%. A pesare sono soprattutto i costi operativi, le tensioni geopolitiche e la limitata visibilità sulle commesse future.
Per Novara, il saldo produttivo dell'8,5% rappresenta dunque un segnale incoraggiante in vista della conclusione dell'anno. Si tratta comunque di previsioni degli imprenditori e non di una crescita già registrata, in un contesto economico che continua a richiedere prudenza.





