Economia - 04 ottobre 2026, 09:00

Inflazione in risalita, Confcommercio: "Possibile flessione del potere d'acquisto delle famiglie"

A settembre i prezzi crescono del 4,2% su base annua, il dato più alto degli ultimi tre anni. Pesano energia e alimentari, mentre cala la fiducia di famiglie e imprese

Inflazione in risalita, Confcommercio: "Possibile flessione del potere d'acquisto delle famiglie"

L'inflazione torna a correre e aumentano le preoccupazioni per il potere d'acquisto delle famiglie negli ultimi mesi dell'anno. È il quadro tracciato dall'Ufficio Studi di Confcommercio sulla base dei dati Istat di settembre.

I prezzi registrano un aumento del 4,2% rispetto a settembre 2025, la variazione più elevata degli ultimi tre anni. Secondo Confcommercio, l'accelerazione è legata alle tensioni nel comparto energetico e all'aumento dei prezzi degli alimentari non lavorati, questi ultimi condizionati anche dalle difficili condizioni meteorologiche dell'estate.

Una dinamica che potrebbe avere ulteriori conseguenze nei prossimi mesi. Le variazioni dei prezzi degli alimentari non lavorati, infatti, potrebbero trasferirsi progressivamente anche sui prodotti lavorati. Per questo Confcommercio ritiene da prendere in seria considerazione l'ipotesi di una riduzione del potere d'acquisto delle famiglie nell'ultima parte del 2026.

Dal quadro emergono però anche alcuni elementi considerati rassicuranti. L'inflazione core si mantiene ben al di sotto del 2%, un dato che, secondo l'associazione, indica per il momento l'assenza di rilevanti effetti di secondo ordine e una tenuta degli equilibri del sistema produttivo e distributivo.

A preoccupare è soprattutto la possibilità che si prolunghino gli shock esterni. Il ritorno delle pressioni inflazionistiche e i timori per un andamento meno favorevole dell'economia si sono già riflessi sulla fiducia di famiglie e imprese, entrambe in calo a settembre.

Anche su questo fronte, tuttavia, Confcommercio invita a una lettura non esclusivamente negativa: la diminuzione della fiducia delle famiglie viene definita molto moderata, mentre tra gli imprenditori emergerebbe soprattutto il timore di un rallentamento generale dell'economia, più che un deterioramento già evidente delle condizioni delle aziende.

Ne deriva un'economia in chiaroscuro. Secondo Confcommercio, le tensioni geopolitiche non hanno finora cancellato i segnali di vivacità dell'economia italiana, ma il loro protrarsi potrebbe mettere a rischio le prospettive di crescita nel 2027.

comunicato stampa a.f.

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