Nel trimestre aprile-giugno 2026 la produzione industriale registra una lieve ripresa nell’Alto Piemonte, seppure con andamenti non omogenei nei territori che compongono quest’area. A livello complessivo la produzione evidenzia una variazione del +2,9% sostanzialmente allineata alla media regionale piemontese, pari al +2,8%.
Il risultato complessivo dell’Alto Piemonte mostra una sostanziale ripresa del settore tessile-abbigliamento con un incremento del +5,3% influenzato dalla realtà biellese che registra dati in positivo, sebbene da rapportare a una precedente fase congiunturale poco dinamica. Bene le altre industrie manifatturiere (+4,1%), in tenuta la metalmeccanica (+2,4%) e la chimica-gomma-plastica (+2,0%).
A livello provinciale il Verbano Cusio Ossola mette a segno il miglior risultato (+5,7%), anche a livello regionale: seguono Biella (+4,7%) e Novara (+2,6%) mentre Vercelli è la sola provincia a registrare un andamento negativo, seppure di modesta entità (-0,5%), collocandosi in coda alla classifica decrescente delle province piemontesi.
L’indagine del secondo trimestre 2026 ha visto coinvolte complessivamente 611 imprese, per un totale di circa 23.870 addetti e un fatturato poco al di sopra di 8,5 miliardi di euro.
«I dati della produzione industriale del secondo trimestre 2026 sono caratterizzati da un miglioramento a livello complessivo, ma per alcuni comparti del territorio la fase congiunturale si mantiene difficile» dichiara Angelo Santarella, presidente della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte. «I contraccolpi degli scenari geopolitici e le recenti frenate della crescita, uniti al persistere delle tensioni inflazionistiche e a condizioni di accesso al credito più rigide, continuano infatti a influenzare la propensione agli investimenti delle imprese. Sebbene non manchino indicatori positivi, in particolare sul fronte della domanda, occorre mantenere alta l'attenzione: per consolidare la tenuta e riattivare i comparti ancora in difficoltà è essenziale un impegno corale che offra risposte concrete ed efficaci a supporto delle nostre imprese, accompagnandole verso un recupero omogeneo e duraturo».
FOCUS NOVARA
Il sistema manifatturiero novarese registra complessivamente un lieve aumento della produzione industriale, con un andamento non omogeneo tra i settori.
In particolare, nel periodo aprile-giugno 2026 la variazione della produzione industriale rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente è pari al +2,6%, allineata alla media regionale (+2,8%).
Dall’analisi per attività economica emerge come il quadro generale sia caratterizzato da andamenti divergenti tra i settori produttivi. L’alimentare e bevande risulta in calo (-2,9%), con il tessile-abbigliamento che registra una contrazione maggiore (-3,4%). Al contrario, la metalmeccanica evidenzia una crescita del +3,2%, con il comparto rubinetteria e valvolame che si attesta al +1,5%. In crescita anche la chimica-gomma-plastica (+3,3%), mentre le altre industrie manifatturiere registrano il dato più incoraggiante (+8,5%).
Il fatturato totale cresce del +5,2%, con la componente estera (+6,8%) più dinamica rispetto a quella interna (+4,3%).
Gli ordinativi salgono leggermente sul versante interno (+1,7%) e, in misura più incisiva, su quello estero (+7,8%), con differenze tra i vari settori e le classi dimensionali d’impresa.
FOCUS VERBANO CUSIO OSSOLA
Il sistema manifatturiero del Verbano Cusio Ossola evidenzia complessivamente un dato della produzione industriale in aumento, comune a tutti i settori.
In particolare, nel periodo aprile-giugno 2026 la produzione industriale registra un incremento del +5,7% rispetto all’anno precedente, risultato superiore alla media regionale (+2,8%) e che colloca il territorio al vertice della graduatoria piemontese.
La variazione è dettata da una dinamica positiva estesa a tutti i settori: la metalmeccanica cresce del +6,1% – con l’industria dei metalli a fare da apripista (+7,3%) – seguita dalla chimica-gomma-plastica (+6,2%) e dalle altre industrie manifatturiere (+5,1%).
Il fatturato totale si attesta al +5,0%, con la componente estera meno brillante (+3,3%) rispetto a quella interna, in crescita del +5,4%.
L’andamento degli ordinativi appare in aumento dal mercato interno (+5,1%) e in misura maggiore dal mercato estero (+6,6%), con differenze anche evidenti tra i vari settori e le classi dimensionali d’impresa.
FOCUS BIELLA
Il sistema manifatturiero biellese registra una crescita della produzione industriale, mettendo a segno il secondo incremento congiunturale consecutivo dopo una fase di difficoltà.
In particolare, nel periodo aprile-giugno 2026 la variazione della produzione industriale rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente è pari al +4,7%, dato al di sopra della media regionale (+2,8%) e che si pone al terzo posto nella classifica delle province piemontesi.
Appaiono in ripresa tutti i principali comparti del tessile: la filatura (+9,7%), il finissaggio (+15,2%), la tessitura (+11,4%). Più sottotono le altre industrie tessili (+1,3%) e la metalmeccanica (+0,7%).
Il fatturato totale cresce (+5,9%), con un dato del +6,7% per la componente interna e del +4,8% per quella estera.
Per quanto riguarda gli ordinativi si registrano segnali incoraggianti dal mercato interno (+4,4%) e un maggiore dinamismo dal mercato estero (+6,4%), con marcate differenze tra i comparti e le classi dimensionali delle imprese.
FOCUS VERCELLI
Il sistema manifatturiero della provincia di Vercelli registra complessivamente un leggero calo, con differenze marcate tra i diversi settori.
In particolare, nel periodo aprile-giugno 2026 la variazione della produzione industriale rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente è pari al -0,5%, un dato al di sotto della media regionale (+2,8%) che vede il territorio fanalino di coda nella classifica delle province piemontesi.
Il risultato risente del calo del tessile-abbigliamento (-2,8%) e di quello più marcato della metalmeccanica (-3,1%), nel cui ambito il comparto rubinetterie e valvolame scende del -8,8%.
Mostra, invece, una variazione positiva la chimica-gomma-plastica (+3,6%), con un lieve incremento dell’alimentare e bevande (+1,2%).
Il fatturato totale è in calo (-3,0%), con la componente interna attestata al -3,1% e quella estera al -2,8%.
La previsione degli ordinativi è solo lievemente positiva tanto sul mercato interno (+1,7%) quanto su quello estero (+2,8%).





