Attualità - 23 settembre 2026, 12:19

Turismo, l'81% degli europei ha già cambiato vacanza per il caldo: e la Riviera dei Fiori?

Il fenomeno "coolcation" non è più una tendenza social: è un dato che sta ridisegnando le mappe turistiche europee, e tocca da vicino anche il Ponente ligure

Turismo, l'81% degli europei ha già cambiato vacanza per il caldo: e la Riviera dei Fiori?

A inizio agosto National Geographic ha messo nero su bianco un fenomeno che il settore turistico osserva da tempo: il "coolcation", la scelta di destinazioni più fresche al posto delle solite mete calde e assolate. Non è una moda passeggera: secondo i dati citati dalla testata, l'81% dei viaggiatori europei ha già modificato i propri piani di vacanza a causa del cambiamento climatico.

Un segnale che arriva anche da chi il turismo lo vive da dentro da una vita. Mauro Santinato — oltre quarant'anni di esperienza nel settore, autore della prefazione del libro "Hotel Multiverso" di Dario Ghiglione, presidente provinciale Federalberghi Imperia, e organizzatore da undici edizioni dell'Hospitality Day di Rimini — non usa mezzi termini quando parla della sua Riviera romagnola: spiagge vuote nei feriali di luglio, tariffe alberghiere sorprendentemente basse anche in piena stagione. Per lui il prodotto balneare tradizionale è "in una fase di maturità avanzata" e ha bisogno di un'evoluzione profonda.

Il caso più citato per capire la posta in gioco è quello della Grecia: secondo la Banca centrale ellenica, il cambiamento climatico costa al turismo del Paese 2,2 miliardi di euro l'anno — e solo ora, con il danno già fatto, arrivano le prime contromisure strutturali.

"La domanda non è se faccia troppo caldo per venire da noi", spiega Ghiglione. "È se il turista sta davvero scappando dal caldo, o da un'unica opzione che non sa nemmeno di avere." Per la Liguria di Ponente — un territorio per il 65% montuoso, senza vere e proprie pianure — la questione si gioca su un vantaggio geografico che pochi raccontano: la possibilità di cambiare clima in 30-60 minuti, dalla costa alle Alpi Marittime.

Cosa significa in pratica per gli albergatori e per i piccoli host indipendenti della zona — e cosa insegna, in senso opposto, il caso di Copenaghen, che aveva una strategia turistica strutturata già prima che il trend esplodesse — Ghiglione lo spiega nel dettaglio nel suo blog, con una proposta concreta (e una sigla che lui stesso ammette di essersi inventato per l'occasione).

L'analisi completa, con i casi Grecia e Copenaghen a confronto e le proposte operative per il territorio, è su darioghiglione.it.

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