Il dibattito sulla riqualificazione e pedonalizzazione di Piazza Martiri della Libertà a Novara continua ad animare il confronto cittadino tra residenti, categorie economiche e realtà associative. Sul tema interviene l'associazione Novara Green, scegliendo di esprimere il proprio punto di vista con un contributo costruttivo e aperto al dialogo con l'amministrazione comunale, ponendo l'accento sulla vivibilità dello spazio pubblico, sull'impatto climatico e sulle scelte di arredo urbano. Di seguito riportiamo la nota diffusa dal presidente Fabrizio Cerri:
"L'associazione Novara Green interviene nel dibattito sulla riqualificazione di Piazza Martiri con uno spirito fermamente collaborativo, lontano da ogni polemica pretestuosa. La nostra intenzione non è fermarci alla solita logica del "conto degli alberi", ma stimolare una riflessione collettiva e offrire uno spunto di confronto diretto al Sindaco, di cui riconosciamo l'assoluto impegno a trovare una quadra in questa articolata vicenda.
Trasformare Piazza Martiri, dopo decenni di utilizzo come 'indegno parcheggio', in una piazza semi-pedonale rappresenta un passaggio storico e un grande passo avanti che Novara attendeva da tempo. È un merito che va riconosciuto e un traguardo importante per tutti i cittadini. Non condividiamo l'approccio distruttivo, di alcuni, per cui quanto proposto sia tutto da buttare.
Fatte queste premesse e con l'intento di portare un punto di vista e non alimentare inutili polemiche, non tutti i progetti nascono uguali: non basta inserire elementi d'acqua e qualche alberatura per garantire il successo architettonico e sociale di uno spazio pubblico così strategico.
Per comprendere i rischi di un'impostazione rigida, basta guardare all'esperienza di altre città come Piazza Roma a Modena. Pedonalizzata circa dieci anni fa con uno schema concettuale del tutto simile a quello oggi proposto per Novara, ampi spazi pavimentati, fontane a spruzzo e ridotto verde pubblico. Modena si trova oggi nella necessità di dover ritornare su quel progetto per ripensarlo, proprio perché la scarsità di ombra, fontane spesso guaste e la tipologia di arredo urbano non sono riuscite a rendere la piazza viva e frequentata.
Per rendere lo spazio davvero vivo, contemporaneo e accogliente, la progettazione deve puntare su un verde strutturato a zone, superando la logica degli alberi puramente decorativi rilegati ai margini per invece abbracciare un'ampia ombreggiatura naturale integrata nell'architettura storica, indispensabile per abbattere l'isola di calore estiva e garantire un microclima piacevole dove le persone si ritrovino. A questa visione si affianca la necessità di de-pavimentare ampie porzioni di suolo, sostituendo la pietra impermeabile con superfici drenanti e capaci di far respirare la terra e gestire meglio le acque piovane. Inoltre deve affiancarsi un arredo urbano integrato dove le panchine non siano meri elementi di contorno ma vengano disposte strategicamente per favorire la socialità. Infine, è fondamentale prevedere spazi flessibili per il commercio e gli eventi, creando un'infrastruttura urbana fluida capace di dialogare in modo organico con i dehor dei locali e con i naturali flussi pedonali della città. Il progetto annunciato ci sembra un po' carente sotto questi aspetti.
Il tema dell'attrattività si lega in modo indissolubile a quello della sicurezza: un luogo poco frequentato, spoglio e privo di vita sociale diventa inevitabilmente area di bivacco e degrado, trasformandosi in una cattiva cartolina per la città. La vera prevenzione del degrado si fa con la bellezza, e con l'utilità degli spazi, elementi che sembravano caratterizzare la primissima proposta sviluppata per la piazza dal Politecnico di Milano. Progetto che è stato completamente rimaneggiato.
Crediamo che il Sindaco, certamente in buona fede ma probabilmente mal consigliato su un'opera così determinante per il commercio e la vivibilità di Novara, avrebbe dovuto promuovere un coinvolgimento più ampio di associazioni, commercianti e cittadinanza, fornendo indirizzi precisi ai propri uffici per accogliere le migliori idee della collettività.
Una riflessione la merita anche la Soprintendenza. Pur non mettendo in discussione le competenze, risulta quantomeno curioso notare come per anni sia stato tollerato che centinaia di auto sgasassero quotidianamente sotto la statua equestre, che venissero allestiti campi da beach volley e da calcio o impiegati impianti audio ad altissimo volume e vibrazioni, fino al grave episodio del danneggiamento del monumento da parte di persone arrampicatevi sopra. Oggi, improvvisamente, posizionare qualche albero in più o creare sedute al centro della piazza diventa un problema di tutela del monumento. Ci chiediamo perché gli alberi e le sedute circolari aggiunte attorno al monumento della storica Piazza della Scala a Milano siano stati realizzati senza problemi e con un effetto elegantissimo, mentre attorno alla statua di Piazza Martiri a Novara questo debba rappresentare un ostacolo insormontabile. A nostro avviso serve una visione meno rigida e più coerente con le esigenze odierne della tutela dei nostri beni storici.
Ci sentiamo di dare un consiglio al Sindaco e ai tecnici comunali: Riuscire a realizzare un intervento atteso e positivo come la pedonalizzazione raccogliendo al contempo così tanti malumori è un segnale che non va ignorato. Dimostra la necessità di una maggiore capacità di ascolto e coinvolgimento. Proprio in una fase particolarmente delicata per il commercio cittadino, la trasformazione di un grande parcheggio in uno spazio pubblico può e deve diventare un'opportunità: una piazza bella, viva e frequentata può generare nuovi flussi, favorire la permanenza delle persone e restituire valore alle attività commerciali dell'intero centro storico.
Ci teniamo tuttavia a sottolineare che siamo ancora in tempo. Con piccole ma sostanziali modifiche migliorative, ascoltando le proposte del territorio, è ancora possibile se si vuole, arricchire il progetto e regalare a Novara una piazza non solo bella da vedere, ma viva, sicura e che serva davvero alla città."





