Sanità - 17 settembre 2026, 19:05

Ospedale Maggiore di Novara, rinnovata la “Stanza della Fragilità”: uno spazio accogliente e protetto per sostenere le donne

Presentato il restyling curato dall'associazione Ella nel reparto di Ostetricia e Ginecologia: cure mediche, supporto psicologico e ascolto in un ambiente rassicurante e lontano dalla freddezza clinica

Ospedale Maggiore di Novara, rinnovata la “Stanza della Fragilità”: uno spazio accogliente e protetto per sostenere le donne

Uno spazio riservato, empatico e protetto per prendersi cura non soltanto della salute clinica, ma anche delle ferite emotive delle donne che affrontano i passaggi più complessi e delicati della vita. È stata presentata ufficialmente nella mattinata di ieri, mercoledì 16 settembre, la rinnovata “Stanza della Fragilità”, allestita all'interno della struttura complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Maggiore della Carità” di Novara, diretta dal professor Valentino Remorgida.

L'ambiente costituisce un presidio strategico all'interno del nosocomio novarese, separato dai flussi ordinari dell'attività sanitaria, concepito per garantire in un unico luogo accoglienza medica, sostegno psicologico, orientamento ai servizi sociali e prima consulenza legale. Un percorso integrato che intende guidare le persone assistite verso una piena tutela della loro dignità e verso una vera rinascita personale.

A ridefinire il volto della stanza è stato il progetto di riqualificazione promosso e coordinato da Ella, associazione locale attiva nella valorizzazione e nel sostegno al mondo femminile. L'intervento, sostenuto economicamente dal contributo liberale di un gruppo assicurativo novarese, è stato condotto in prima persona da Barbara Giamundo insieme a Caterina Mazzeri e Zaira Capone. L'intento principale è stato quello di "demedicalizzare" lo spazio, trasformandolo in un luogo intimo e rassicurante grazie a tonalità calde, arredi confortevoli, poltrone avvolgenti, illuminazione morbida e dettagli artistici capaci di attenuare il senso di disorientamento tipico dell'ambiente ospedaliero.

Accanto al comfort visivo ed estetico, il restyling ha introdotto risorse dedicate al benessere emotivo, come una piccola biblioteca tematica, supporti per la scrittura espressiva e simboli ispirati alla resilienza. Ampia attenzione è stata riservata anche ai figli delle pazienti, con la creazione di un angolo gioco sicuro e dotato di libri illustrati e materiali didattici, accompagnato da una presenza informativa discreta dell'associazione per ricordare a ogni donna di non essere sola.

La promotrice Barbara Giamundo e la presidente di Ella, Elena Malquati, hanno rimarcato come l'opera rappresenti un autentico patto di sorellanza e un gesto concreto di vicinanza verso chi si trova in condizioni di vulnerabilità, ribadendo la disponibilità della rete associativa a tendere una mano nelle fasi di maggiore sofferenza.

Soddisfazione e apprezzamento sono giunti dai vertici ospedalieri. Il professor Valentino Remorgida, alla guida del dipartimento interaziendale materno-infantile, ha sottolineato l'importanza della sinergia tra corsie ospedaliere, presidi del territorio e volontariato per costruire un modello di assistenza fondato sulla centralità della persona. Una visione condivisa dal direttore generale dell’AOU di Novara, Stefano Scarpetta, che ha ringraziato ELLA APS per aver dato vita a un luogo esemplare di sanità moderna, capace di integrare l'eccellenza terapeutica con l'ascolto, il rispetto e la tutela della persona.

m.t.

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