Il 2026 potrebbe concludersi sotto l'influenza di uno degli episodi di El Niño più intensi degli ultimi decenni. Secondo gli ultimi aggiornamenti dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale (Wmo), il fenomeno è ormai consolidato nell'Oceano Pacifico tropicale e persisterà fino a febbraio 2027 e potrà influenzare anche l’autunno e l’inverno in Piemonte.
El Niño è un fenomeno naturale caratterizzato da un riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico orientale in zona equatoriale, fino alle coste sud-americane. Ciò modifica la circolazione atmosferica, influenzando temperature, precipitazioni e frequenza degli eventi estremi in molte regioni del mondo, Europa compresa. Anche se non si può già affermare con certezza che finirà con essere un evento da primato assoluto, la Wmo segnala che l'episodio in corso ha una probabilità del 69% di divenire un evento storico, superando l'intensità dei maggiori eventi precedenti di El Niño osservati a partire dal 1950 ad oggi.
Con la giornata di martedì 8 settembre si è conclusa l’ondata di calore iniziata alla fine del mese di agosto. L’apice di questa ondata di calore è avvenuto il 5 settembre (ad autunno meteorologico già iniziato), risultato il giorno di settembre più caldo della serie storica di Arpa Piemonte a partire dal 1958. In tale giorno la media delle temperature massime sull’intero territorio piemontese è stata pari a 28,5 °C, con mediamente 33 °C in pianura e picco di 37,4 °C a Villanova Solaro (CN). Tra il 3 e il 7 settembre 160 termometri della rete Arpa Piemonte hanno stabilito il primato di temperatura massima per il mese di settembre, pari a circa il 58% dei sensori termometrici. Rilevanti anche i record mensili di temperatura minima più alta, indicativi del disagio fisico notturno: primato per 137 stazioni termometriche della rete, circa la metà del totale.
Dopo un’estate molto calda e siccitosa, le previsioni stagionali del Centro Europeo suggeriscono che l'autunno in Piemonte potrebbe essere caratterizzato da un flusso atlantico più attivo, con frequenti perturbazioni dirette verso l'Europa occidentale ed in particolare verso l’area del Mediterraneo. Se settembre si assesterà con precipitazioni ancora mediamente vicine alla norma mensile, con le piogge concentrate perlopiù solo nell’ultima parte del mese, i mesi successivi mostrano un più chiaro segnale di anomalia positiva. Le temperature saranno sopra le medie climatologiche per gran parte dell'Europa meridionale. Ci attende quindi un autunno ed un inizio inverno mite e molto umido, con precipitazioni anche abbondanti, ma con l’aria mite la quota neve potrebbe essere inizialmente elevata e le prime nevicate importanti limitate alle altitudini più alte.
Dopo un avvio mite e umido, le precipitazioni si sposteranno gradualmente più a nord delle Alpi, determinando per le nostre regioni un periodo più secco, ancora caratterizzato da temperature superiori alle medie del periodo. Solo l’ultima parte dell’inverno potrebbe riservare irruzioni di aria fredda, anche con picchi di freddo intenso di breve durata e neve anche a quote più basse.





