Dal 1° ottobre è prevista la cessazione del Punto di Assistenza Pediatrica Territoriale (PAPT) di Novara, il servizio che attualmente garantisce alle famiglie l’assistenza pediatrica il sabato mattina, quando il proprio pediatra normalmente non è disponibile. Sulla questione intervengono congiuntamente i gruppi consiliari di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Insieme per Novara, che chiedono certezze sul servizio che prenderà il suo posto.
Con il nuovo accordo regionale l’organizzazione dell’assistenza è infatti destinata a cambiare e l’attuale PAPT sarà superato. «La domanda è semplice: dal 1° ottobre, se un bambino avrà bisogno di un pediatra il sabato, dove potranno rivolgersi i genitori? Regione e ASL devono indicare per tempo sede, orari e modalità di accesso. Prima si garantisce un’alternativa adeguata, poi si supera il servizio esistente», sottolineano i tre gruppi.
Secondo le opposizioni, l'assenza di un riferimento pediatrico dedicato potrebbe inoltre determinare un maggiore ricorso al Pronto Soccorso anche per situazioni che attualmente vengono gestite dal servizio territoriale. «La sanità territoriale deve essere vicina alle famiglie, intercettare i bisogni e offrire risposte accessibili. Una riorganizzazione deve rafforzare i servizi di prossimità, non trasformarsi in un taglio».
Pd, M5S e Insieme per Novara ricordano anche quanto accaduto nel 2025, quando la sospensione del PAPT aveva portato alla mobilitazione delle famiglie e all’intervento del Consiglio comunale, fino alla successiva riattivazione del servizio.
I tre gruppi annunciano ora la presentazione congiunta di un ordine del giorno con il quale chiederanno al sindaco e alla giunta di intervenire presso Asl Novara e Regione Piemonte per garantire l’assistenza pediatrica territoriale anche il sabato.
È stata inoltre richiesta la convocazione urgente della VII Commissione consiliare, competente in materia di salute pubblica, con la partecipazione dell'Asl e dei rappresentanti delle 3.450 persone firmatarie della mobilitazione. L’obiettivo, spiegano le opposizioni, è ascoltare le famiglie e ottenere indicazioni precise sulle soluzioni previste a partire dal 1° ottobre.
«Chiediamo al sindaco di farsi parte attiva e di rappresentare con forza questa esigenza della comunità novarese nei confronti di ASL e Regione. Le famiglie devono sapere per tempo quale assistenza sarà disponibile per i propri figli», concludono Pd, Movimento 5 Stelle e Insieme per Novara.





