Attualità - 30 agosto 2026, 09:00

Dopo incendi e siccità, chiesto lo stop alla caccia in Piemonte

Il Tavolo Animali e Ambiente si rivolge alla Regione dopo un’estate difficile per la fauna selvatica. La stagione venatoria dovrebbe aprire il 20 settembre

Dopo incendi e siccità, chiesto lo stop alla caccia in Piemonte

Dopo un’estate segnata da caldo intenso, siccità e numerosi incendi boschivi, il Tavolo Animali e Ambiente chiede alla Regione Piemonte di fermare la prossima stagione venatoria, la cui apertura generale è prevista per il 20 settembre.

Secondo le associazioni, le condizioni climatiche e ambientali degli ultimi mesi hanno avuto pesanti conseguenze anche sulla fauna selvatica. La scarsità d’acqua e di risorse alimentari, insieme agli incendi che hanno interessato migliaia di ettari di territorio piemontese, avrebbero provocato la morte di numerosi animali, la dispersione di altri esemplari e difficoltà nei processi riproduttivi.

«Molti animali sono morti per l’impossibilità di reperire acqua oppure tra le fiamme – spiegano dal Tavolo Animali e Ambiente – altri si sono dispersi e spesso i processi riproduttivi non hanno avuto successo».

Una situazione che, secondo le associazioni, ha ulteriormente impoverito una biodiversità già sottoposta a diverse pressioni. Da qui la richiesta di intervenire prima dell’avvio della stagione venatoria, sospendendo la caccia oppure introducendo limitazioni sostanziali.

Il Tavolo richiama anche quanto previsto dalla normativa regionale, che consente alla Giunta di vietare o ridurre per determinati periodi la caccia ad alcune specie in presenza di motivate ragioni legate alla consistenza della fauna o a particolari condizioni ambientali, stagionali e climatiche.

«Di fronte a una situazione assolutamente eccezionale, riteniamo doveroso che la Regione Piemonte applichi tale opportunità», sostengono le associazioni.

Sul calendario venatorio piemontese è inoltre pendente un ricorso al Tar presentato da Federazione Nazionale Pro Natura, Enpa, Oipa e Pan-Pro Natura Animali, che ne hanno chiesto l’annullamento contestando diverse irregolarità. Un primo cambiamento è già arrivato con la cancellazione della preapertura al colombaccio, inizialmente prevista per otto giornate nella prima metà di settembre.

La discussione riguarda anche alcune specie considerate particolarmente fragili. Tra queste viene indicata la pernice bianca, classificata come vulnerabile nella Lista Rossa italiana e particolarmente esposta agli effetti dei cambiamenti climatici.

La richiesta delle associazioni arriva dunque a poche settimane dall’apertura generale della caccia: dopo un’estate che ha messo a dura prova boschi ed ecosistemi del Piemonte, il Tavolo Animali e Ambiente chiede alla Regione di tenere conto delle conseguenze sulla fauna e di adottare misure straordinarie prima del 20 settembre.

a.f.

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