Novara perde uno dei grandi protagonisti della sua storia sportiva. È morto Renzo Zaffinetti, campione dell'hockey su pista e figura indissolubilmente legata ai colori azzurri dell'Hockey Novara. Un nome che per decenni ha significato gol, vittorie e trofei, ma che per molti novaresi è stato familiare anche lontano dalle piste.
Nato a Novara nel novembre del 1939, Zaffinetti era praticamente cresciuto con i pattini ai piedi. Il suo rapporto con l'hockey aveva radici familiari: il padre Leo era lo storico custode dell'impianto cittadino e si occupava anche dei pattini di generazioni di giocatori.
Renzo iniziò a giocare nell'immediato dopoguerra tra i Pulcini azzurri, dando il via a una carriera che lo avrebbe portato a diventare uno dei simboli dell'Hockey Novara. Tra gli anni Cinquanta e Settanta vestì anche le maglie di Amatori Novara, Draghi Torino e Rotellistica Novara, ma è soprattutto con la squadra azzurra della sua città che il suo nome è entrato nella storia.
Attaccante con uno straordinario fiuto per il gol, contribuì ai successi di un'Hockey Novara capace in quegli anni di imporsi ai vertici nazionali. Il suo palmarès personale conta nove scudetti e cinque Coppe Italia, oltre a cinque titoli di capocannoniere della Serie A.
A questi risultati si aggiungono le centinaia di reti realizzate con il Novara e con la maglia della Nazionale italiana. Tra i risultati ottenuti in azzurro anche la medaglia di bronzo agli Europei Juniores di Barcellona del 1955.
Numeri che raccontano la grandezza del giocatore, ma soltanto in parte spiegano cosa abbia rappresentato Zaffinetti per Novara. La sua era infatti una storia sportiva appartenente a un'epoca molto diversa da quella attuale, nella quale anche i campioni affiancavano all'attività agonistica un normale lavoro.
Zaffinetti aveva lavorato inizialmente alla torrefazione Balossini e successivamente aveva legato il proprio nome a un'altra attività entrata nella memoria di tanti novaresi: la gelateria di famiglia in via Andrea Costa. Un locale che negli anni è diventato un punto di incontro per generazioni di cittadini e che ha contribuito a rendere il cognome Zaffinetti conosciuto anche da chi non aveva vissuto direttamente le imprese dell'hockey azzurro.
La città aveva avuto recentemente l'occasione di rendere omaggio alla sua lunga storia sportiva. Nel dicembre 2024, al Broletto, gli era stato consegnato il riconoscimento CONI "Una vita per lo sport", un tributo a una carriera e a un'esistenza profondamente legate allo sport novarese.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio anche nell'amministrazione comunale.
"Renzo Zaffinetti è stato un volto conosciuto e amato dello sport novarese - ha ricordato il sindaco Alessandro Canelli -. Ha contribuito, con la sua passione e il suo impegno, a scrivere una pagina della storia dell'Hockey Novara, entrando nel cuore di tanti sportivi e di tanti novaresi. Oggi lo ricordiamo con affetto e riconoscenza".
Particolarmente sentito anche il ricordo del vicesindaco Ivan De Grandis, legato personalmente all'ex campione.
"Oggi è un giorno triste per Novara, per il mondo dell'Hockey, per lo sport novarese e, per me, anche a livello personale", ha scritto De Grandis ricordando Zaffinetti non soltanto come uno dei protagonisti del grande Hockey Novara, ma anche come un amico.
Il vicesindaco ha ricordato in particolare due momenti condivisi con lui: il ritorno a Novara dei Mondiali di hockey dopo quarant'anni e la consegna del premio CONI "Una vita per lo sport".
"Quello che ricorderò soprattutto è l'uomo: la sua semplicità, la gentilezza, la disponibilità e quel modo discreto di essere una leggenda senza comportarsi mai come tale", ha sottolineato De Grandis.
Al cordoglio si è unita anche l'assessora comunale allo Sport Elisabetta Franzoni, ricordando come il cognome Zaffinetti sia diventato familiare in città prima grazie ai successi ottenuti sulle piste e successivamente attraverso la storica gelateria.
Con Renzo Zaffinetti se ne va così uno degli ultimi grandi testimoni di una stagione irripetibile dello sport cittadino, quando Novara era una delle capitali dell'hockey italiano e i suoi campioni erano conosciuti e amati ben oltre i confini della pista.
Una storia fatta di nove scudetti, cinque Coppe Italia e centinaia di gol, ma soprattutto di un legame con Novara rimasto intatto per tutta la vita.





