Quella del 2026 è, almeno fino a questo momento, l'estate più calda mai registrata nel Novarese. Il dato, ancora parziale, indica una temperatura media di 26,3 gradi, circa tre decimi in più rispetto alla torrida estate del 2003.
Il confronto prende in considerazione l'estate meteorologica, compresa tra il 1° giugno e il 31 agosto. Le prossime settimane saranno quindi decisive per stabilire se il primato verrà confermato al termine della stagione. Secondo Luca Dal Bello, storico del clima novarese, almeno fino a Ferragosto non si intravedono significativi cambiamenti, a causa della presenza marcata dell'anticiclone subtropicale.
A caratterizzare questa estate non sono tanto singoli picchi nelle temperature massime, quanto la continuità del caldo. Già a giugno era stato registrato un record relativo alla temperatura minima notturna, mentre nelle settimane successive le alte temperature sono proseguite quasi senza interruzioni.
La situazione si riflette anche sulle disponibilità idriche. Le riserve accumulate grazie alle nevicate in quota dello scorso marzo sono state sostanzialmente esaurite. La quantità complessiva di pioggia caduta dall'inizio dell'anno non risulta eccezionalmente bassa, ma il caldo persistente da giugno ha aumentato l'evapotraspirazione, accelerando la perdita di acqua dal suolo e dalla vegetazione.
L'attenzione è ora rivolta anche ai prossimi mesi. Piogge sufficienti durante l'autunno saranno importanti per ricostituire le riserve: un eventuale prolungamento del deficit di precipitazioni potrebbe infatti determinare una situazione particolarmente critica nel corso del prossimo anno.
Le condizioni attuali presentano analogie con la crisi idrica del 2022. Il livello del lago Maggiore si trova circa 140 centimetri sotto la norma e quasi mezzo metro al di sotto della soglia di guardia. A rendere più delicata la situazione sono anche i bassi livelli dei canali irrigui, che stanno costringendo gli agricoltori a ricorrere alla turnazione dell'acqua.





