L'agricoltura italiana sta attraversando una fase particolarmente difficile, stretta tra gli effetti del caldo e della siccità e l'aumento dei costi di produzione. A lanciare l'allarme è Coldiretti, che evidenzia come siano ormai poche le filiere rimaste indenni dalle conseguenze del clima e delle tensioni internazionali.
Tra i comparti che interessano più da vicino anche il territorio del Vco c'è quello dell'apicoltura. Le alte temperature e la scarsità di precipitazioni hanno infatti ridotto la durata delle fioriture e la disponibilità di nettare per le api, con inevitabili ripercussioni sulla produzione di miele. La situazione più grave viene segnalata in Sardegna, dove il caldo estremo ha provocato anche la perdita di centinaia di alveari.
Preoccupa anche la stagione dei funghi. La mancanza di piogge sta lasciando i boschi insolitamente asciutti e, secondo Coldiretti e Federforeste, il micelio – la rete sotterranea da cui si sviluppano i funghi – fatica a crescere perché necessita di un terreno costantemente umido e dell'alternanza tra giornate miti e notti fresche. Condizioni che quest'anno si sono verificate raramente, tanto che sulle Alpi e sull'Appennino la presenza di porcini risulta decisamente inferiore alla media.
Le difficoltà non riguardano però soltanto miele e funghi. Sul fronte dei cereali la raccolta del grano duro si è chiusa con una produzione inferiore del 6% rispetto allo scorso anno, mentre il settore risicolo guarda con preoccupazione alla campagna che inizierà a settembre, a causa della siccità che interessa il Nord Italia e della concorrenza delle importazioni provenienti dal Sud-Est asiatico.
Anche gli allevamenti risentono delle temperature elevate. Secondo Fedagripesca Confcooperative, nelle stalle la produzione di latte è diminuita di circa il 10%, mentre i costi di produzione continuano ad aumentare.
Tra i comparti maggiormente in sofferenza figurano inoltre ortofrutta, vino e olio d'oliva. Nel settore ortofrutticolo, nonostante il calo della produzione, scendono anche i prezzi riconosciuti agli agricoltori, con ribassi che arrivano al 17% per le pere e al 18% per pesche e nettarine.
Per il vino la vendemmia è iniziata in anticipo, ma le cantine devono fare i conti con un elevato livello di giacenze di prodotto invenduto. Una situazione analoga interessa anche l'olio extravergine d'oliva, per il quale Coldiretti ha chiesto al Governo un bando per destinare parte delle scorte alle persone in difficoltà, riducendo così le giacenze e sostenendo contemporaneamente il settore.
Secondo Coldiretti, l'insieme di caldo, siccità e aumento dei costi produttivi sta mettendo sotto pressione gran parte dell'agricoltura italiana, rendendo sempre più complessa la gestione delle aziende agricole e delle produzioni agroalimentari.





