Economia - 02 agosto 2026, 08:30

Riso, Coldiretti Piemonte: "Prezzi in crollo per l'aumento delle importazioni"

L'organizzazione agricola chiede interventi urgenti al Governo: fondo per il riso italiano destinato alle famiglie in difficoltà, più controlli sull'origine e sostegno alla filiera

Riso, Coldiretti Piemonte: "Prezzi in crollo per l'aumento delle importazioni"

Il crollo delle quotazioni del risone e il forte aumento delle importazioni dall'estero mettono sotto pressione il comparto risicolo piemontese. È l'allarme lanciato da Coldiretti nel corso del Tavolo di filiera convocato al Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, dove l'organizzazione ha chiesto un piano straordinario a sostegno di una delle produzioni simbolo del Made in Italy e del Made in Piemonte.

Secondo Coldiretti, nella campagna commerciale 2025-2026 sono arrivati in Italia oltre 190 milioni di chilogrammi di riso straniero, con un incremento del 20% rispetto all'anno precedente. Quattro confezioni importate su cinque provengono dall'Asia, una situazione che avrebbe determinato un eccesso di offerta e un calo di oltre il 50% dei prezzi riconosciuti ai produttori.

L'organizzazione sottolinea come questa situazione si sommi agli effetti della siccità e dell'aumento dei costi di produzione. In alcune aree, evidenzia Coldiretti, le perdite produttive potrebbero superare il 30%, mentre cresce la preoccupazione anche per i negoziati sull'accordo di libero scambio tra Unione europea e Thailandia, che potrebbe favorire ulteriormente l'ingresso di riso asiatico sul mercato europeo.

Tra le proposte avanzate al Ministero figura un fondo da 12 milioni di euro per destinare riso 100% italiano alle famiglie in difficoltà, sostenendo al tempo stesso il reddito delle aziende agricole. Coldiretti chiede inoltre controlli più efficaci sull'origine del prodotto, anche attraverso tecnologie innovative come risonanza magnetica, mappatura genomica e analisi isotopiche, oltre all'istituzione di un fondo dedicato ai contratti di filiera nell'ambito del Fondo Sovranità alimentare.

L'organizzazione sollecita infine risorse regionali a sostegno delle imprese, l'applicazione del principio di reciprocità negli accordi commerciali con i Paesi extra Ue, un piano nazionale degli invasi per fronteggiare le emergenze idriche, maggiori investimenti nella ricerca e nelle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea) e un rafforzamento del sostegno al comparto risicolo nella futura Politica agricola comune.

a.f.

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