Attualità - 25 luglio 2026, 07:30

Oltre 600 annegamenti in due anni: l'estate riporta l'allarme sicurezza in acqua

I dati dell'Istituto Superiore di Sanità: la maggior parte delle vittime è di sesso maschile. Ecco le regole per prevenire le tragedie

Oltre 600 annegamenti in due anni: l'estate riporta l'allarme sicurezza in acqua

Con l'arrivo dell'estate e l'aumento delle giornate trascorse al mare, al lago, nei fiumi e in piscina, torna al centro dell'attenzione il tema della sicurezza in acqua. Le cronache delle ultime settimane raccontano infatti una serie di tragedie che ripropongono la necessità di adottare comportamenti prudenti: dalla bambina trascinata dalla corrente in un lago al 44enne morto dopo un tuffo nel Ravennate, fino alla piccola annegata in piscina.

Secondo la relazione annuale dell'Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e degli incidenti in acque di balneazione dell'Istituto Superiore di Sanità, tra il 2024 e il 2025 sono stati registrati oltre 600 annegamenti in Italia.

Il fenomeno riguarda prevalentemente gli uomini: nei casi in cui è stato possibile identificare il genere, 482 vittime erano maschi, pari all'80,7% del totale. Circa il 30% degli annegamenti ha coinvolto persone con più di 65 anni, mentre il 23% ha interessato bambini e giovani fino a 24 anni.

Gli episodi si verificano soprattutto in mare e nelle acque interne, che insieme rappresentano il 93% dei casi censiti. Sono stati registrati 281 annegamenti in mare e 277 in laghi, fiumi e altri corsi d'acqua, mentre 37 vittime hanno perso la vita in piscina, un dato particolarmente significativo perché riguarda soprattutto bambini e adolescenti.

Tra le cause principali emerge il malore in acqua, responsabile del 44,9% dei casi. Seguono le cadute accidentali e gli incidenti legati alle condizioni meteorologiche avverse, come mare mosso e forti correnti che rendono difficile il rientro a riva.

Dal punto di vista territoriale, il maggior numero di annegamenti è stato registrato in Lombardia (90 casi), seguita da Veneto (73), Toscana (52), Lazio (51), Puglia, Sardegna e Sicilia (41 ciascuna) ed Emilia-Romagna (37).

Gli esperti sottolineano come molte di queste tragedie possano essere evitate seguendo alcune semplici regole. Tra le principali raccomandazioni figurano quella di non lasciare mai i bambini incustoditi, nemmeno per pochi istanti, e di mettere in sicurezza le piscine private con adeguate recinzioni. È inoltre consigliabile far acquisire ai più piccoli familiarità con l'acqua e insegnare loro a nuotare fin da giovani.

Per adulti e ragazzi è fondamentale evitare di entrare in acqua quando è esposta la bandiera rossa, non fare il bagno dopo aver assunto alcol o sostanze stupefacenti e non tuffarsi senza conoscere la profondità e le caratteristiche del fondale. In caso di corrente, è preferibile nuotare parallelamente alla riva anziché contrastarla frontalmente e segnalare immediatamente la propria difficoltà.

Infine, è sempre consigliabile fare il bagno in compagnia, prestare attenzione alla cartellonistica di sicurezza e scegliere, quando possibile, spiagge o aree sorvegliate da assistenti bagnanti. Piccoli accorgimenti che possono fare la differenza e contribuire a ridurre un fenomeno che, secondo l'Istituto Superiore di Sanità, resta sostanzialmente stabile da oltre vent'anni.

a.f.

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