Raccontare la complessità del presente, il peso dei ricordi e la fragilità delle emozioni umane in un'epoca densa e incerta: è questo il cuore di "Troppa Vita", la silloge poetica di Federica Agrò pubblicata da Aletti Editore nella collana "I Diamanti della Poesia" e resa disponibile anche in formato e-book. L'opera, esposta di recente al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, raccoglie le liriche nate durante i primi trent'anni di vita dell'autrice, tracciando un percorso interiore di crescita e consapevolezza.
L'opera è strutturata in quattro atti ben definiti:
- Infanzia e Nostalgia: Dedicata in gran parte al legame profondo con la figura della nonna, autentica scintilla ispiratrice della sezione, il cui ricordo continua a risuonare nella vita della poetessa;
- Introspezione e Resilienza: Un confronto intimo con la propria identità e la gestione dell'impatto emotivo degli eventi esterni;
- Relazione e Sentimento: Un'esplorazione del rapporto con l'altro e della dinamica dei sentimenti umani;
- Dolore e Guerra: Un capitolo in cui la parola scritta diventa uno strumento di pacificazione per rielaborare le ferite e la complessità del contesto globale.
Già dalla copertina - un'illustrazione raffigurante un albero con un'altalena - il volume richiama le sue radici più intime, confermate dalla dedica dell'autrice all'albero di noci che ha custodito i suoi sogni da bambina. Siciliana d'origine e novarese d'adozione, Federica Agrò lavora come assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano e gestisce una rubrica settimanale di informazione internazionale. Nel descrivere il concetto che dà il titolo al libro, l'autrice chiarisce come la "troppa vita" rappresenti quella sensazione di sopraffazione che nasce quando alla quotidianità si sommano il passato, le aspettative future e la complessità del mondo circostante.
Come sottolineato nella prefazione dall'editore e poeta Giuseppe Aletti, le poesie rappresentano un tentativo di preservare dall'oblio e dallo scorrere del tempo le memorie intime che compongono la formazione culturale e sentimentale dell'autrice. L'obiettivo principale della silloge rimane comunque il dialogo con chi legge: un invito a ritrovare nelle sue pagine un luogo di condivisione e comprensione di fronte al disorientamento e alla solitudine della vita contemporanea.






