Sanità - 15 luglio 2026, 19:00

West Nile, il Novarese tra i territori più colpiti: al via lo studio sulle febbri estive

Il progetto "Febo" coinvolge Upo, ospedale Maggiore e centro Ipazia per analizzare le infezioni trasmesse da zanzare, zecche e altri artropodi

West Nile, il Novarese tra i territori più colpiti: al via lo studio sulle febbri estive

Il Novarese è al centro di un nuovo progetto di ricerca dedicato alle infezioni trasmesse da zanzare, zecche e altri artropodi. È partito "Febo" (FEBbri Estive nel Piemonte Orientale), lo studio promosso dall’Università del Piemonte Orientale con il coinvolgimento di alcuni reparti dell’ospedale Maggiore di Novara e del centro Ipazia, nato per approfondire la diffusione delle arbovirosi e migliorare gli strumenti di diagnosi e monitoraggio.

L’attenzione sul territorio novarese è legata in particolare alla presenza del virus West Nile. Nel 2025 in Piemonte sono stati registrati 24 casi di infezione e la metà, 12 episodi, si è verificata proprio in provincia di Novara. Gli altri casi hanno interessato soprattutto le province di Alessandria e Vercelli, coinvolte insieme al Novarese nelle attività dello studio.

La ricerca riguarda le infezioni causate da virus trasmessi da vettori come zanzare, zecche e pappataci. Negli ultimi anni anche in Italia si è osservato un aumento dei casi di West Nile, la comparsa di infezioni autoctone da Dengue e Chikungunya e la presenza di altri arbovirus, tra cui Zika, virus Toscana ed encefalite da zecche.

Il progetto coinvolgerà i reparti di Pronto soccorso, Malattie infettive, Medicina interna e Pediatria degli ospedali di Novara, Alessandria e Vercelli. Saranno inseriti nello studio i pazienti con febbre non riconducibile a un’infezione localizzata, attraverso la raccolta di informazioni cliniche ed epidemiologiche e di campioni biologici.

I campioni di sangue e urine saranno analizzati per individuare la presenza di sei diversi arbovirus e successivamente conservati nella biobanca dell’Università del Piemonte Orientale, negli spazi di via Bovio a Novara, per ulteriori studi e approfondimenti.

Le attività di analisi genomica saranno realizzate attraverso la piattaforma dell’ateneo coordinata dalla professoressa Sandra D’Alfonso e grazie alle tecnologie sviluppate dal centro Ipazia-Caad. L’obiettivo è identificare i virus responsabili delle infezioni, studiarne le caratteristiche e monitorare l’evoluzione degli agenti virali presenti sul territorio.

a.f.

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