Nuove tensioni per i portafogli di automobilisti e attività produttive in Piemonte. Le tariffe dei carburanti stanno registrando un'impennata che viaggia a una velocità doppia rispetto all'andamento del mercato petrolifero internazionale. A portare alla luce questa asimmetria è un dettagliato report diffuso da Cna Piemonte, che denuncia come i rincari alla distribuzione stiano penalizzando in modo ingiustificato i consumatori finali e il comparto artigiano.
I dati numerici raccolti mostrano una dinamica asimmetrica: a partire da fine febbraio, il Brent è passato da circa 70,75 dollari al barile agli attuali 76,56 dollari, registrando un incremento dell'8,2%. Nello stesso identico arco di tempo, la risposta dei prezzi al consumo è stata molto più marcata. La benzina in modalità self-service ha subìto un balzo dell'11,1%, passando da 1.670 a 1.855 euro al litro, mentre il gasolio è aumentato addirittura del 12,8%, schizzando da 1.720 a 1.941 euro al litro.
L'impatto economico per il territorio è immediato e pesante. Un singolo rifornimento standard da 50 litri comporta oggi una spesa aggiuntiva di circa 9,25 euro per la benzina e di oltre 11 euro per il gasolio. Per una piccola impresa o un artigiano con un consumo medio mensile stimato di mille litri, l'esborso extra oscilla tra i 185 e i 221 euro, una cifra che incide pesantemente sui costi fissi di gestione quotidiana.
«Le nostre imprese stanno affrontando una nuova fase di forte pressione sui costi operativi – spiega il Segretario regionale di Cna Piemonte, Delio Zanzottera – con aumenti alla pompa che superano costantemente quelli del greggio. È una dinamica che finisce per comprimere ulteriormente i margini delle piccole imprese, già chiamate a confrontarsi con un mercato caratterizzato da grande incertezza». Zanzottera evidenzia inoltre il classico meccanismo sbilanciato per cui i listini salgono con estrema rapidità ma scendono con esasperante lentezza quando il petrolio cala.
Il nodo centrale risiede nella trasparenza della filiera energetica. L'associazione di categoria chiede interventi strutturali per evitare che le oscillazioni speculative ricadano esclusivamente sull'anello finale della catena economica.
«Non possiamo permettere che gli squilibri del mercato energetico ricadano ancora una volta quasi esclusivamente sulle piccole imprese e sulle famiglie – dichiara il presidente di Cna Piemonte, Giovanni Genovesio –. Chiediamo che venga rafforzato il monitoraggio dell'intera filiera, dalla quotazione internazionale al prezzo industriale fino alla distribuzione, affinché il mercato operi con regole chiare e pienamente trasparenti».
Per l'associazione artigiana, la tutela del potere d'acquisto e la competitività delle aziende passano inevitabilmente da una ridefinizione delle regole concorrenziali, rendendo i meccanismi di formazione dei prezzi tempestivi e controllati in ogni singolo passaggio.





