Nel primo trimestre del 2026 le esportazioni complessive delle province di Novara e Vercelli registrano una contrazione del 2,1% su base tendenziale, a fronte di una crescita del commercio estero nazionale pari al +1,3%. Si conferma così il rallentamento già emerso nella parte finale del 2025, che si era comunque chiuso con un bilancio annuale positivo.
Anche l’export manifatturiero, che si attesta a circa 2,6 miliardi di euro, segna un lieve arretramento pari al -0,3%. A incidere negativamente sono soprattutto i macchinari e apparecchi (-4,9%), che rappresentano oltre un quinto del totale, e le sostanze e prodotti chimici (-6,8%), comparti chiave per l’area. In calo anche alimentare (-0,7%), legno e carta (-17,7%), prodotti petroliferi raffinati (-41,2%) e altre attività manifatturiere (-5,2%).
In controtendenza, invece, risultano diversi settori. Crescono i metalli e prodotti in metallo (+12%), gli articoli in gomma e materie plastiche (+8,7%), il comparto tessile-abbigliamento (+6,2%), i mezzi di trasporto (+4%), i prodotti farmaceutici (+3,7%), i computer e apparecchi elettronici (+19,4%) e gli apparecchi elettrici (+0,9%). All’interno del comparto macchinari si segnala inoltre la crescita della rubinetteria-valvolame (+1,9%), mentre nel tessile si evidenzia la buona performance dell’abbigliamento (+7,5%) a fronte del calo dei prodotti tessili (-4,7%).
Dal punto di vista geografico, si registra un aumento delle esportazioni verso i Paesi dell’Unione europea (+5,6%), che raggiungono il 63,6% del totale, mentre calano quelle verso i mercati extra UE (-9,1%), che scendono al 36,4%. Tra i principali mercati, cresce la Spagna (+19,1%), seguita da Francia (+9%), Polonia (+4,5%) e Germania (+2,7%). In flessione invece Stati Uniti (-3,4%), Cina (-1,3%), Regno Unito (-3,6%) e Svizzera (-11,1%).
La classifica dei primi dieci mercati di sbocco resta sostanzialmente stabile, con Francia, Germania e Stati Uniti al vertice, che insieme assorbono il 37,7% dell’export manifatturiero delle due province. Seguono Spagna, Regno Unito, Polonia, Cina, Paesi Bassi, Svizzera e Belgio.
Sul fronte delle importazioni manifatturiere emergono dinamiche più contrastate: crescono in modo significativo gli acquisti da Paesi Bassi (+63,4%), Romania (+39,5%), Regno Unito (+37,9%) e Cechia (+20,7%), mentre risultano in calo Germania (-18,8%), Belgio (-15,7%), Cina (-6,7%), Stati Uniti (-7,9%) e Spagna (-7,9%). Francia, Germania e Cechia guidano comunque la classifica dei principali Paesi fornitori.
Nel dettaglio provinciale, Novara registra un lieve incremento nel comparto delle macchine di impiego generale (+0,2%), frenato però dai principali mercati di sbocco, mentre il tessile-abbigliamento segna una crescita significativa (+21,5%). Più positiva la dinamica di Vercelli nei macchinari (+6,6%), mentre il tessile-abbigliamento arretra del 3,3%.
Nel complesso, il quadro del primo trimestre 2026 evidenzia una fase di rallentamento moderato ma diffuso, con differenze settoriali e geografiche marcate: da un lato la tenuta dell’export verso l’Europa e di alcuni comparti industriali, dall’altro la debolezza dei mercati extra UE e dei settori più esposti alla congiuntura internazionale.





