Attualità - 20 giugno 2026, 12:00

Canelli sugli ibis all’Allea: “Interventi necessari, il Comune non decide i piani di contenimento”

Il sindaco interviene nella diretta social del venerdì sera: “Decine di segnalazioni dai cittadini, ma le competenze sono della Provincia e gli interventi sono previsti dalla legge”

Canelli sugli ibis all’Allea: “Interventi necessari, il Comune non decide i piani di contenimento”

Alessandro Canelli è tornato su una delle polemiche che in questi giorni ha animato il dibattito cittadino: la presenza degli ibis sacri all’Allea e al parco dei bambini e gli interventi di contenimento avviati sul territorio.Un intervento lungo e articolato, in cui il primo cittadino ha scelto di partire dal contesto, cioè dalle numerose segnalazioni arrivate nelle ultime settimane al Comune. “Abbiamo ricevuto decine e decine di mail”, ha spiegato, “con cittadini che denunciavano problemi legati alla presenza massiccia degli ibis: deiezioni, odori, nidi che cadono, anche piccoli morti a terra. Una situazione che per molti era diventata insostenibile in alcune zone come l’Allea e il parco dei bambini”.

Il sindaco ha inquadrato il fenomeno come parte della diffusione ormai consolidata dell’ibis sacro nella Pianura Padana, specie alloctona che negli ultimi anni si sarebbe espansa anche in ambiente urbano. Secondo Canelli, la particolarità del caso novarese sarebbe legata anche alla presenza di alberature che favorirebbero la nidificazione, come i cedri del Libano e dell’Himalaya, soprattutto nelle aree verdi centrali della città, con conseguente concentrazione del fenomeno in alcuni punti specifici.

Uno dei passaggi più insistiti della diretta riguarda però il tema delle competenze. “Il Comune non interviene sui piani di contenimento”, ha ribadito più volte il sindaco. “Si tratta di attività che fanno capo alla Provincia, nell’ambito di normative precise e di piani autorizzati a livello superiore”. Il riferimento è alla Provincia di Novara, che coordina gli interventi sul territorio in base a piani di gestione faunistica previsti dalla normativa vigente, con il supporto tecnico e scientifico di ISPRA.

Canelli ha poi richiamato anche il tema della biodiversità e degli impatti ecologici della specie, definendo l’ibis sacro una specie invasiva in grado di alterare gli equilibri locali, anche attraverso la competizione con specie autoctone per cibo e nidificazione. A questo ha aggiunto possibili ricadute sanitarie e problematiche igieniche legate alla presenza massiccia dei volatili in aree urbane frequentate da famiglie e bambini.

Ampio spazio anche al clima di confronto che si è acceso sui social e nelle comunicazioni ricevute dall’amministrazione. Il sindaco ha parlato di una città divisa tra cittadini favorevoli agli interventi e altri fortemente contrari, con critiche molto dure sul metodo utilizzato. “Abbiamo ricevuto anche messaggi e accuse pesanti, perfino insinuazioni inaccettabili”, ha detto, sottolineando però che il confronto è legittimo solo se mantenuto entro toni civili.

In chiusura, Canelli ha ribadito che gli interventi non rappresentano una scelta politica ma un obbligo previsto dalle norme, ringraziando infine operatori e forze coinvolte nelle operazioni sul territorio e sottolineando che il Comune si è fatto carico del coordinamento istituzionale e delle segnalazioni dei cittadini, pur non avendo competenza diretta sulle operazioni.

a.f.

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