Si accende il confronto a Novara sul futuro degli asili nido comunali dopo l’assemblea organizzata dalla Cgil con gli educatori del servizio. Al centro della discussione la scelta dell’amministrazione di procedere verso una parziale esternalizzazione, una decisione che i sindacati contestano temendo possibili ricadute sulla qualità del servizio pubblico.
Il sindaco Alessandro Canelli ha però difeso con forza la linea del Comune, spiegando come si tratti di una misura resa necessaria dai vincoli di bilancio sul personale, che impongono un tetto alla spesa complessiva dell’ente.
“Non è una scelta ideologica – ha dichiarato – ma un obbligo se vogliamo aumentare i posti disponibili per le famiglie. Senza questo passaggio non potremmo potenziare il servizio”.
Secondo l’amministrazione, infatti, l’obiettivo principale è ampliare l’offerta degli asili nido cittadini, con un incremento stimato di oltre 100 posti grazie anche alla realizzazione di due nuove strutture, attualmente in fase di ultimazione.
Il Comune sottolinea inoltre come il modello di gestione mista sia già in parte attivo: educatori forniti da cooperative affiancano infatti il personale comunale in diversi servizi, comprese sostituzioni e coperture temporanee in caso di assenze o maternità.
“Si tratta di personale qualificato che già lavora nei nostri asili – ha aggiunto Canelli – e che ci permetterà di utilizzare appieno i nuovi spazi senza lasciarli inutilizzati”.
La linea dell’amministrazione punta dunque a evitare che i nuovi asili nido restino parzialmente vuoti e a ridurre le liste d’attesa, garantendo un aumento significativo dei posti disponibili per le famiglie novaresi. Secondo il Comune, senza questa riorganizzazione, il rischio sarebbe quello di non riuscire a rendere pienamente operativi i nuovi servizi realizzati anche grazie ai fondi del Pnrr.





