Un'area abbandonata da anni si prepara a diventare uno dei simboli della crescita universitaria di Novara. Nel pomeriggio di oggi l'assessore regionale al Diritto allo Studio Universitario Daniela Cameroni e il sindaco Alessandro Canelli hanno effettuato un sopralluogo nel cantiere della futura residenza universitaria Edisu di viale Giulio Cesare, progetto destinato a cambiare il volto dell'ex Centro Sociale e a rafforzare l'offerta di servizi per gli studenti dell'Università del Piemonte Orientale.
All'incontro hanno partecipato anche il vicepresidente della Provincia di Novara Andrea Crivelli, il rettore dell'Università del Piemonte Orientale Menico Rizzi, il consigliere di Edisu Federico Mazzaron e i rappresentanti degli enti coinvolti nell'intervento.
La nuova struttura metterà a disposizione 171 posti letto grazie a un investimento complessivo di 14,65 milioni di euro e consentirà di recuperare un'area di circa 18 mila metri quadrati rimasta inutilizzata per lungo tempo. Il progetto prevede la realizzazione di un vero e proprio campus universitario con spazi per lo studio, aree verdi, impianti sportivi e servizi destinati agli studenti.
"Se vogliamo che Novara rafforzi sempre di più la propria vocazione universitaria dobbiamo investire non solo nella formazione, ma anche nelle condizioni che permettono agli studenti di scegliere questa città e di viverla al meglio", ha dichiarato l'assessore regionale Daniela Cameroni, sottolineando come l'intervento rappresenti un importante esempio di rigenerazione urbana e valorizzazione del territorio.
Soddisfazione anche da parte del sindaco Alessandro Canelli, che ha definito l'opera "un intervento di straordinaria importanza per Novara". "Dopo anni di abbandono e degrado, un'area che rappresentava una ferita nel tessuto urbano torna finalmente a vivere grazie alla collaborazione tra Comune, Regione, Provincia, Edisu e Università del Piemonte Orientale", ha affermato il primo cittadino.
Per Edisu Piemonte il nuovo studentato rappresenta un tassello fondamentale per rafforzare il diritto allo studio e rispondere alla crescente domanda di alloggi universitari. La presidente Roberta Piano ha evidenziato come l'intervento consentirà di aumentare significativamente l'offerta residenziale del territorio, favorendo al tempo stesso il recupero di uno spazio urbano da restituire alla comunità.
Anche il rettore dell'Upo Menico Rizzi ha sottolineato il valore strategico dell'opera, definendola una risposta concreta alla crescita dell'ateneo e un elemento essenziale per rendere Novara sempre più attrattiva nei confronti degli studenti provenienti da altre province e regioni.
La futura residenza sorgerà all'interno del complesso costruito negli anni Sessanta e successivamente caduto in stato di abbandono. Il progetto prevede la creazione di tre poli funzionali – residenziale, sportivo e naturalistico – con aule studio, biblioteca, sale riunioni, palestra, caffetteria, lavanderia, spazi comuni e aree verdi attrezzate. Saranno inoltre riqualificati gli impianti sportivi esistenti, tra cui la piscina, il campo da tennis, il campo da calcio a cinque e il campo da paddle.
L'apertura della struttura è prevista per l'anno accademico 2028-2029. Una volta completata, la nuova residenza contribuirà ad ampliare in modo significativo la disponibilità di posti letto per gli universitari e a consolidare il ruolo di Novara come città universitaria sempre più dinamica e attrattiva.










