Sanità - 27 maggio 2026, 15:05

Due progetti innovativi dell’AOU di Novara finanziati dal Ministero della Salute

Oncologia e Oftalmologia protagoniste all’incontro del 26 maggio: focus su terapie personalizzate per il tumore al seno e cliniche virtuali per glaucoma e malattie retiniche

Nella foto da sinistra: Benedetta Conte, Alessandra Gennari, Alessandro Rabiolo, e Stefano De Cillà

Nella foto da sinistra: Benedetta Conte, Alessandra Gennari, Alessandro Rabiolo, e Stefano De Cillà

Due progetti innovativi finanziati dal Ministero della Salute, due strutture impegnate ogni giorno nel coniugare ricerca scientifica, innovazione organizzativa e qualità delle cure.

Sono questi i temi al centro dell’incontro stampa promosso il 26 maggio presso l’aula consiliare dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” di Novara.

L’incontro è stato dedicato alle attività della struttura complessa a direzione universitaria di Oncologia, diretta dalla professoressa Alessandra Gennari, e della struttura complessa a direzione universitaria di Oftalmologia, diretta dal professor Stefano De Cillà.

Un’occasione per illustrare i risultati raggiunti e le prospettive future di due eccellenze dell’Azienda ospedaliero-universitaria novarese e dell’Ateneo, impegnate nello sviluppo di modelli assistenziali sempre più personalizzati, sostenibili e orientati al paziente.

Progetto innovativo per personalizzare le terapie del tumore al seno

La S.c.d.u. Oncologia, punto di riferimento per la diagnosi e il trattamento dei tumori solidi, integra attività clinica, ricerca traslazionale e sperimentazione terapeutica avanzata, offrendo percorsi multidisciplinari dedicati ai pazienti oncologici.

L’Oncologia dell’AOU di Novara è inoltre fortemente impegnata nella ricerca clinica e nello sviluppo di approcci innovativi di medicina personalizzata, con particolare attenzione al tumore della mammella e alle nuove strategie terapeutiche mirate.

Nel corso della conferenza è stato presentato il progetto di ricerca “SNP-ET”, coordinato dalla dottoressa Benedetta Conte, recentemente finanziato nell’ambito del Bando Ricerca Finalizzata 2024 – Giovani ricercatori del Ministero della Salute.

L’iniziativa, della durata di 36 mesi, mira a sviluppare un test innovativo, non invasivo e a basso costo per personalizzare la terapia ormonale nelle giovani pazienti con carcinoma mammario ormono-sensibile in fase iniziale.

Il tumore al seno ormono-sensibile è la forma più frequente di carcinoma mammario. Nonostante l’efficacia delle terapie endocrine, persiste un rischio significativo di recidive tardive, anche a distanza di 20–25 anni dalla diagnosi. Questo porta spesso a prolungare i trattamenti, con un impatto rilevante su tossicità e qualità di vita, soprattutto nelle pazienti più giovani.

Per rispondere a questa sfida, la dottoressa Benedetta Conte (Novara), il dottor Davide Soldato (Genova) e la dottoressa Maria Lucia Iacovino (Napoli) hanno sviluppato un progetto che analizza le varianti genetiche ereditarie coinvolte nel metabolismo degli estrogeni.

Lo studio coinvolge tre centri italiani di eccellenza: AOU Maggiore della Carità di Novara (coordinatore), IRCCS Policlinico San Martino di Genova e Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale di Napoli.

Il progetto integra ricerca genomica, studi clinici e analisi della qualità di vita, con l’obiettivo di una rapida applicazione clinica.

«La nostra ipotesi – spiega Conte, oncologa medica e ricercatrice all’Università del Piemonte Orientale – è che alcune varianti genetiche influenzino i livelli di estrogeni: da un lato aumentando il rischio di recidiva, dall’altro riducendo la probabilità di effetti collaterali più gravi, come l’osteoporosi».

L’obiettivo è sviluppare un test, basato su un semplice prelievo di sangue, capace di identificare il rischio di recidiva tardiva, prevedere la tossicità della terapia e supportare decisioni terapeutiche più mirate.

Questo approccio permetterà di bilanciare efficacia e tossicità, riducendo il rischio di sovratrattamento e migliorando la qualità di vita delle pazienti.

In Italia oltre 160mila giovani donne sono in trattamento con terapia ormonale per tumore al seno.

Il test sviluppato potrà migliorare la personalizzazione delle cure, ridurre gli effetti collaterali a lungo termine e ottimizzare l’uso delle risorse sanitarie.

Cliniche virtuali asincrone per glaucoma e malattie retiniche

Altra protagonista della conferenza è stata la Struttura complessa a direzione universitaria di Oftalmologia, centro altamente specializzato nella diagnosi e nel trattamento delle principali patologie oculari.

Durante l’incontro è stato illustrato il progetto “Asynchronous Virtual Clinics for Monitoring Glaucoma and Retinal Disease Patients”, anch’esso finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito del Bando Ricerca Finalizzata 2024.

Il progetto propone un nuovo modello organizzativo per la gestione delle patologie oculari croniche, introducendo e valutando per la prima volta in Italia un sistema di clinica virtuale asincrona.

Coordinato dall’AOU Maggiore della Carità di Novara, il progetto coinvolge la Città della Salute e della Scienza di Torino e la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, con un finanziamento complessivo di 450 mila euro e una durata prevista di 36 mesi.

Il glaucoma e le malattie retiniche rappresentano tra le principali cause di perdita visiva irreversibile e richiedono un monitoraggio continuo nel tempo.

Il modello delle cliniche virtuali asincrone prevede che il paziente esegua gli esami diagnostici con personale sanitario dedicato, mentre la valutazione clinica viene effettuata successivamente dallo specialista.

Secondo le stime, questo sistema potrebbe aumentare fino al 50% il numero di visite gestibili grazie a un utilizzo più efficiente del tempo medico.

«Questo progetto nasce da una criticità strutturale del sistema sanitario – dichiara il professor Alessandro Rabiolo –: l’aumento dei pazienti cronici a fronte di risorse limitate. Le cliniche virtuali rappresentano una risposta concreta».

Il direttore generale dell’AOU Maggiore della Carità di Novara, Stefano Scarpetta, ha sottolineato come l’Azienda confermi «il proprio ruolo di polo di eccellenza clinica e scientifica, capace di attrarre finanziamenti nazionali e promuovere progetti innovativi».

L’incontro ha rappresentato anche un momento di confronto sul ruolo strategico delle strutture universitarie nella formazione, nella ricerca e nell’innovazione organizzativa, elementi sempre più centrali per affrontare le sfide future della sanità pubblica.

Redazione

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