Economia - 27 maggio 2026, 09:30

Coldiretti: "Crollo dei prezzi del risone, situazione insostenibile per i produttori"

Fabrizio Rizzotti denuncia riduzioni tra il 40% e il 50% per le varietà da risotto come Arborio e Carnaroli: costi di produzione in forte aumento e margini sempre più compressi per le aziende agricole.

Coldiretti: "Crollo dei prezzi del risone, situazione insostenibile per i produttori"

Crollano i prezzi riconosciuti ai produttori con il drastico e repentino abbassamento dei prezzi del risone registrato nella campagna commerciale 2025/2026. Una situazione inaccettabile con i costi di produzione alle stelle. E’ quanto evidenzia Coldiretti alla luce degli attuali andamenti e con le semine già avviate.

“Siamo pronti a ritirare il nostro rappresentante dalla commissione prezzi della Borsa Merci - sottolinea Fabrizio Rizzotti, vicepresidente di Coldiretti Novara-Vco e membro di giunta con delega territoriale al settore risicolo – poiché la situazione attuale è vergognosa con i prezzi, soprattutto, delle varietà da risotto simbolo del Made in Italy, come Arborio, Carnaroli e similari, che fanno segnare riduzioni comprese tra il 40% e il 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Insostenibile lavorare così per le imprese agricole che devono sopportare costi di produzione elevati, dall’energia all’irrigazione, fino a mezzi tecnici e manodopera, con i concimi che hanno registrato aumenti fino al 70%. Una compressione dei margini che mette seriamente a rischio la sostenibilità economica della nostra risicoltura”. 

“A questo si aggiunge anche la forte delusione per l’ultima votazione del Parlamento europeo sulla revisione del regolamento SPG (Sistema di Preferenze Generalizzate), che rappresentava, come più volte abbiamo ribadito, un’occasione importante per rafforzare gli strumenti di tutela del comparto risicolo europeo – affermano il Presidente di Coldiretti Novara-Vco Fabio Tofi e il Direttore Domenico Pautasso - Non si è infatti riusciti a introdurre una clausola di salvaguardia automatica più efficace, mantenendo una soglia troppo elevata per l’attivazione delle misure correttive sulle importazioni. A pesare sul mercato è anche il crescente squilibrio tra domanda e offerta, con l’industria risiera in fase di attesa con acquisti discontinui e una pressione sempre maggiore delle importazioni estere, che contribuiscono all’indebolimento generalizzato delle quotazioni. Il nodo centrale resta quello della reciprocità. Non è più tollerabile che ai produttori italiani vengano imposti standard sempre più rigorosi senza pretendere le stesse regole per i prodotti che arrivano dall’estero”, concludono.

comunicato stampa

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