La figura di Pietro Lombardo, teologo novarese vissuto nel XII secolo, autore dei quattro libri delle Sententiae, vescovo di Parigi e responsabile della scuola della Cattedrale di Notre-Dame, è stata al centro di un partecipato evento formativo e culturale svoltosi lo scorso 9 maggio nella sede di via Magalotti 13 dell’Istituto Comprensivo “Achille Boroli”.
Sono stati oltre 140 i partecipanti che hanno preso parte all’iniziativa, occasione per conoscere, riscoprire e riflettere sulla figura di un illustre antenato al quale in città sono dedicate due scuole, tra cui la secondaria di primo grado che ha ospitato il convegno.
Relatore dell’incontro il professor Antonio Petagine, associato di Storia della Filosofia al Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università RomaTre, che ha evidenziato i legami ancora attualissimi tra l’opera di Pietro Lombardo e la professione docente.
Dalla conversazione è emerso infatti come Pietro Lombardo, autore di un testo che sin dal XII secolo ha rappresentato per centinaia di anni il manuale standard di Teologia nelle Università europee e punto di riferimento per i commenti di grandi pensatori successivi, abbia lasciato un modello fondato su chiarezza metodica, capacità espositiva, efficacia degli esempi, ma anche equilibrio, comprensibilità e oggettività dei contenuti.
«Persino Dante Alighieri ebbe a riverire e a santificare la figura di Pietro Lombardo nel canto X del Paradiso della “Commedia” – ha ricordato il professor Antonio Petagine –. È il novarese più celebre e con il maggiore impatto sulla cultura europea, noto con l’epiteto di “magister”. Farne memoria significa interrogarsi su che cosa voglia dire fare scuola ed essere maestri. Da nove secoli ci fornisce un metodo di ricerca, favorisce l’accesso alle fonti procedendo per temi, esigendo che si risolvano problemi. Elabora da allora un programma di studio che favorisca il pensiero critico».
A chiudere l’incontro è stato il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “A. Boroli”, Domenico Bresich, che ha sottolineato il valore educativo dell’eredità lasciata dal teologo novarese.
«Pietro Lombardo ha lasciato eredità preziose a docenti, educatori, liberi pensatori, a noi mediatori del pensiero quando scegliamo di essere cercatori di verità esistenziali – ha dichiarato Bresich –. Un istituto scolastico che funziona e cresce coltiva i simboli e i valori che vi sono sottesi, fa sempre memoria e tesoro, portando con sé e in avanti ciò che è vero ed universale nella consapevolezza che chi sa ascoltare la Verità non è da meno di colui che la sa esprimere».






