Attualità - 30 aprile 2026, 19:02

Novarese, lavoro in bilico: più occupati ma sempre più precari

Michele Piffero, segretario generale Cgil Novara Vco: "L'80% dei nuovi contratti non è stabile. Sempre più giovani costretti a lasciare la provincia"

Novarese, lavoro in bilico: più occupati ma sempre più precari

Si avvicina il 1° maggio e con esso la Festa dei Lavoratori. Cgil, Cisl e Uil tornano dunque nelle piazze per la consueta manifestazione, occasione per far sentire la propria voce e mettere in luce difficoltà, richieste e criticità. Corteo in partenza, nella giornata di venerdì, anche a Verbania: il titolo è “Lavoro dignitoso. Contrattazione nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”.

“Non solo un titolo - spiega Michele Piffero, segretario generale Cgil Novara e Vco - ma uno slogan che racconta problemi reali che ogni giorni le persone affrontano anche nel nostro territorio. Parlare di lavoro dignitoso significa pensare a migliaia di lavoratrici e lavoratori che quotidianamente hanno a che fare con diverse realtà: i giovani, che sempre più spesso lasciano la loro terra per cercare opportunità migliori; le donne che devono fare i conti con gap salariali, poca stabilità e meno possibilità di carriera; i lavoratori delle aziende in crisi, che combattono per mantenere il proprio posto di lavoro senza veder riconosciuto il loro valore; i lavoratori pubblici tra una costante situazione di precariato (soprattutto gli insegnanti e il personale scolastico) e una cronica mancanza di organico (in particolare nei comparti di sanità e giustizia) che li costringe a ritmi e turni massacranti. Il nostro obiettivo è quello di rimettere al centro il lavoro stabile attraverso una visione strategica e di sviluppo industriale per il Paese”. Tra le criticità emerse, spicca anche la trasformazione tecnologica delle imprese: "Le nuove tecnologie, e in particolare l'intelligenza artificiale, possono essere un'enorme opportunità, ma senza regole precise di rischia di scaricare i costi sui lavoratori, peggiorando le loro condizioni di lavoro".

Tutte situazioni che sono purtroppo presenti anche nel territorio della provincia di Novara. Se, da un lato, il novarese può contare su un mercato del lavoro dinamico con settori innovativi - basti pensare all’avvento di Silicon Box a Novara - dall’altro ci sono dati poco confortanti. “Negli ultimi dieci anni - sottolinea Piffero - è aumentato il numero dei lavoratori, ma sono diminuite le giornate lavorative: ciò significa che il mercato è sempre più precario. Per quanto riguarda le assunzioni, il saldo è positivo. Ma, se si osservano i dati nel dettaglio, si nota che l’80% dei nuovi contratti è precario. Così come accade in altri territori come il Vco, anche nel novarese, dunque, i giovani devono decidere se accettare questa situazione o cercare situazioni migliori fuori provincia o all’estero: negli ultimi anni, il numero di giovani che hanno lasciato la provincia è raddoppiato”.

Letizia Bonardi

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