Riparte dai dati e lancia la palla nel campo del CSI, il consorzio che gestisce la rete informatica degli enti pubblici (non solo quello regionale, ma anche cittadino e provinciale). Così l'assessore al Sociale della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, si difende dalle polemiche relative al Bonus Vesta all'indomani del click day che ha visto, nella prima ora, un down del sito con conseguenti disservizi per molte famiglie piemontesi. Un problema che lo stesso assessore conferma essere stato "grave", ma che non riguarderebbe la natura della misura, quanto piuttosto la tenuta delle infrastrutture informatiche.
Marrone difende Vesta: "Dobbiamo osare"
L'ora di inattività, ha spiegato, è stata recuperata estendendo l'orario della piattaforma oltre la mezzanotte. Sulla validità del voucher e sulla modalità del click day, Marrone non arretra: "Dobbiamo osare, quando si apre una strada nuova le difficoltà sono all'ordine del giorno. Se nella prima edizione le criticità riguardavano il regolamento di Vesta (poi ricalibrato sulle fasce Isee ndr), in questo caso il problema è del sistema informatico. Dobbiamo capire cosa non ha funzionato".
I numeri del click day
La difesa del provvedimento passa dai numeri raccolti nella giornata di ieri. Sono 42.000 le domande, a fronte di un budget di 20 milioni di euro che permetterà l'erogazione di 20.000 nuovi voucher per il 2026, integrando i 10.000 già attivi dal 2025.
"Su 50.000 domande nelle due edizioni ne eroghiamo 30.000 (chi ha fatto richiesta nella prima edizione non poteva accedere al nuovo click day, ndr) - ha aggiunto Marrone - così abbiamo coperto ua richiesta per oltre il 50%."
Oltre il digital divide
E la modalità online supera, secondo l'assessore, le limitazioni del digital divide e rimane quella più inclusiva. La misura economica destinata alle famiglie con figli nella fascia d'età 0-6 anni, concepita per coprire le spese relative a servizi per l'infanzia, baby-sitting e attività educative ha coinvolto quest'anno 1.011 comuni su un totale di 1.180. La quasi totalità.
Il ceto medio il più richiedente
I dati relativi alla condizione economica dei richiedenti mostrano una prevalenza della fascia ISEE intermedia, tra i 10.000 e i 30.000 euro, che rappresenta il 62,6% del totale con 26.320 istanze. La fascia con reddito più basso, fino a 10.000 euro, ha fatto registrare 9.863 domande, mentre la fascia tra i 30.000 e i 40.000 euro si è attestata a 5.892 richieste. Complessivamente, l'85,9% delle domande è stato presentato da cittadini italiani o comunitari, con una distribuzione che vede questa percentuale crescere al progredire delle fasce di reddito.
L'andamento delle 12 ore
Il monitoraggio dei flussi di invio telematico documenta le fasi critiche della giornata. Dopo le prime 6.348 domande caricate tra le 12 e le 15, il sistema ha registrato una forte accelerazione nel pomeriggio: tra le 16 e le 17 sono state inviate 9.866 pratiche, raggiungendo il picco massimo di 13.357 domande tra le 17 e le 18. Il flusso è rimasto consistente in serata, con 8.594 invii tra le 18 e le 21 e ulteriori 3.190 fino a mezzanotte, per poi esaurirsi con le ultime 170 istanze caricate nell'ora successiva alla scadenza originaria.
Le opposizioni restano critiche
Le polemiche non si placano all'indomani del "mezzogiorno di fuoco" della giornata di ieri. "Definire questo caos 'lo strumento migliore' è uno schiaffo a migliaia di genitori rimasti bloccati per ore", sostiene la consigliera regionale Vittoria Nallo (Italia Viva, lista Stati Uniti d'Europa) che ha richiesto un'audizione urgente ai vertici del CSI.
Ma poi va all'attacco politico: "È ormai evidente che Marrone è troppo impegnato a lanciare la sua campagna elettorale come candidato sindaco di Torino per occuparsi seriamente delle sue deleghe".
Polemiche che l'assessore, meloniano di ferro, rimanda al mittente. "C'è rabbia e anche un po' di livore da parte di chi, in questi anni, sulle politiche della famiglia non ha mosso un dito. Ascolto le polemiche, ma i dati hanno un'autorevolezza più forte".





