A Novara si costruisce, si consuma suolo, si moltiplicano capannoni e poli logistici. Ma il verde che dovrebbe compensare tutto questo, semplicemente, non c’è. O, quando c’è, troppo spesso non regge nel tempo.
È questa la fotografia che emerge dalla commissione consiliare sul monitoraggio delle opere di compensazione: una realtà ben lontana da quella raccontata negli anni.
Le compensazioni ambientali dovrebbero essere il contrappeso alla crescita urbanistica: nuove aree verdi, boschi urbani, interventi capaci di restituire equilibrio a un territorio sempre più sotto pressione. Ma i dati analizzati raccontano un’altra storia. Pochi interventi davvero conclusi, molti ancora in monitoraggio dopo anni, altri incompleti o mai realizzati. E poi i numeri più preoccupanti: impianti arborei con attecchimenti che si fermano intorno al 35% e perdite che arrivano fino al 77% delle piante messe a dimora.
Numeri che non lasciano spazio a interpretazioni: in troppi casi le compensazioni non funzionano. Restano sulla carta, mentre il cemento resta per sempre.
“Il lavoro degli uffici comunali è stato importante perché ha finalmente messo in fila i dati reali”, dichiara Mario Iacopino, capogruppo M5S. “Ma proprio questa chiarezza evidenzia una responsabilità politica: non si è controllato abbastanza e non si è preteso il rispetto degli impegni. Così le compensazioni rischiano di diventare solo una formalità”.
“Non possiamo continuare a considerare accettabile una situazione in cui si costruisce subito, mentre le compensazioni restano in ritardo o non arrivano mai. Questo meccanismo va corretto, perché così si crea uno squilibrio che la città paga ogni giorno”, aggiunge Iacopino.
Il punto è semplice e non può più essere eluso: una compensazione non è piantare alberi e poi dimenticarsene. Se quegli alberi muoiono, se gli interventi restano incompleti o se i progetti non vengono realizzati, quella compensazione non esiste. E il bilancio ambientale resta negativo.
Nel frattempo, la città continua a crescere senza una vera strategia sul verde. Gli annunci sulla riforestazione urbana si ripetono da anni, ma senza risultati concreti e misurabili. E questo crea uno squilibrio sempre più evidente tra sviluppo edilizio e qualità ambientale.
“Non possiamo continuare a espandere la città senza costruire allo stesso tempo un sistema verde adeguato”, afferma il consigliere Francesco Renna. “Serve un piano del verde vero, con obiettivi chiari, risorse e tempi certi. Le compensazioni non bastano, e oggi non stanno nemmeno funzionando come dovrebbero”.
Per il Movimento 5 Stelle serve un cambio di passo immediato: più trasparenza, con dati accessibili ai cittadini; più controlli; e una visione chiara su come deve crescere Novara. Perché senza equilibrio ambientale non c’è sviluppo, c’è solo più cemento e meno qualità della vita. Il tempo degli annunci è finito. Ora servono risultati, concreti e verificabili.
Gruppo Consiliare M5S Novara





