Relativamente alla grave notizia pubblicata da diversi organi di informazione sull’arresto, a seguito di richiesta di estradizione delle autorità italiane, di una giovane coppia originaria di Borgomanero per la morte del proprio figlio, ricondotta a presunti maltrattamenti, è doveroso chiedere una rettifica rispetto a quanto diffuso in modo indiscriminato sui vari portali, verosimilmente sulla base di comunicati stampa peraltro tardivi, considerata la non attualità della vicenda, risalente al 2024.
La morte del piccolo non è dovuta a eventi traumatici, né tantomeno a condotte violente, bensì a una causa naturale, individuata nel soffocamento da rigurgito di materiale alimentare.
Anche il Tribunale di Novara ha escluso la presunta aggravante della morte quale conseguenza dei maltrattamenti, la cui ipotesi accusatoria, allo stato, si fonda su un quadro meramente indiziario, ancora oggetto di accertamento giudiziario, tanto che pende impugnazione innanzi alla Suprema Corte di Cassazione in sede cautelare.
La famiglia confida nella giustizia e nell’operato della magistratura affinché si possa giungere a un definitivo chiarimento di questa tragica vicenda, che è diventata un vero calvario per la coppia, le cui due figliolette sono state trovate senza alcun segno di maltrattamento dalle autorità svizzere.
Gli indagati vivevano da mesi in Svizzera nel tentativo di ricostruire la propria vita e sono stati raggiunti, con loro sorpresa, da una richiesta di estradizione a distanza di oltre un anno dai fatti, nonostante la piena collaborazione prestata agli inquirenti.
La diffusione di ricostruzioni unilaterali, prive di adeguato riscontro critico, non contribuisce a una corretta informazione, ma rischia di tradursi in un’indebita anticipazione di giudizio.
Avv. Lorenzo Sozio





