La ricerca come motore della sanità del futuro, capace di trasformare concretamente la cura dei pazienti. È questo il filo conduttore di “Curarsi con la ricerca in Piemonte”, la rubrica promossa dalla Regione insieme al Dairi regionale, che racconta le esperienze più avanzate nelle aziende sanitarie del territorio.
Tra queste spicca il percorso dell’Aou Maggiore della Carità di Novara, dove negli ultimi anni l’immunologia ha assunto un ruolo sempre più centrale, contribuendo a cambiare il modo di comprendere e trattare molte patologie complesse.
Un riconoscimento importante è arrivato recentemente dalla Regione Piemonte, che ha individuato la struttura di Immunologia come Centro di Alta Specializzazione di riferimento regionale. Un risultato che premia un percorso costruito nel tempo e fondato su un’integrazione sempre più stretta tra attività clinica e ricerca scientifica.
La struttura, inserita nella Medicina Interna 1 diretta dal professor Mario Pirisi, opera in sinergia con il Centro per le Malattie Autoimmuni e Allergiche dell’Università del Piemonte Orientale, rafforzando il legame tra assistenza e innovazione. Una collaborazione che consente di offrire ai pazienti percorsi sempre più personalizzati, soprattutto nei casi più complessi.
Accanto all’attività clinica, la ricerca rappresenta infatti un elemento centrale. Il centro novarese è coinvolto in importanti progetti internazionali di medicina di precisione, in particolare nel campo dell’artrite reumatoide. Tra questi, il progetto europeo 3tr, il più ampio programma di ricerca immunologica mai finanziato in Europa, che coinvolge decine di organizzazioni tra università, centri di ricerca e aziende farmaceutiche.
All’interno di questo contesto si inserisce lo studio 3tr-Precis-The-Ra, che punta a migliorare la scelta delle terapie attraverso l’analisi di specifici biomarcatori, con l’obiettivo di rendere i trattamenti sempre più mirati ed efficaci per ogni paziente. Parallelamente, lo studio Partner lavora per comprendere come intervenire in modo più tempestivo nelle fasi iniziali della malattia, ottimizzando l’efficacia delle terapie.
Il centro ha inoltre già contribuito a importanti studi internazionali pubblicati su riviste di primo piano come The Lancet e The Lancet Rheumatology, confermando il proprio ruolo di riferimento anche a livello europeo.





