Attualità - 26 marzo 2026, 07:27

Coldiretti Piemonte: rafforzare la tutela del Made in Italy e riformare le regole sull’origine dei prodotti

Ettore Prandini in audizione parlamentare evidenzia le frodi alimentari e la necessità di trasparenza nell’etichettatura delle materie prime

Coldiretti Piemonte: rafforzare la tutela del Made in Italy e riformare le regole sull’origine dei prodotti

Rafforzare gli strumenti contro le frodi alimentari, difendere il patrimonio agroalimentare italiano e superare le distorsioni del sistema doganale sull’origine dei prodotti. Sono questi i punti principali dell’intervento del presidente Coldiretti Ettore Prandini nel corso dell’audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari.

L’agroalimentare rappresenta uno dei pilastri dell’economia e dell’identità italiana, con un patrimonio unico che comprende oltre 5.000 prodotti agroalimentari tradizionali riconosciuti dalle Regioni e il primato europeo per prodotti DOP e IGP, oltre al ruolo di leadership dell’Italia nel turismo enogastronomico.

Accanto a questa ricchezza, tuttavia, il settore è esposto a minacce rilevanti. Il presidente della Coldiretti ha sottolineato in particolare il peso dell’Italian sounding e dei falsi prodotti Made in Italy, che provocano un danno stimato in circa 120 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto al valore dell’export agroalimentare nazionale che oggi si attesta attorno ai 73 miliardi.

“Bene il disegno di legge sulle Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani, già approvato dal Senato e ora all’esame della Camera, che rafforza il sistema di contrasto alle frodi, ma serve anche rafforzare l’applicazione dell’indicazione obbligatoria d’origine - evidenziano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Il nodo principale resta però il sistema dell’origine doganale basato sull’ultima trasformazione, che consente di attribuire l’origine italiana anche a prodotti realizzati con materie prime estere. Un meccanismo che può generare confusione nei consumatori e danneggiare il vero Made in Italy ed in Piemonte. E’ urgente, quindi, modificare il codice doganale europeo, rivedendo l’articolo 60 del regolamento UE 952/2013 ed escludendo i prodotti agricoli e alimentari dal criterio dell’ultima trasformazione, così da rendere prevalente il principio dell’indicazione dell’effettivo luogo di provenienza delle materie prime, a tutela della trasparenza del mercato e della corretta informazione ai consumatori”.

comunicato stampa a.f.

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