I dati sulle visite sportive presentati in Commissione regionale sollevano dubbi sulla gestione del sistema sanitario dedicato agli atleti, in particolare per quanto riguarda la gratuità delle prestazioni per i minorenni. A sollevare la questione è il vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, Domenico Ravetti, esponente del Partito Democratico.
Secondo Ravetti, il report richiesto e presentato in IV Commissione non offre un quadro chiaro della situazione e non permette di verificare se il sistema pubblico e quello privato garantiscano correttamente il certificato medico per l’attività sportiva agonistica ai giovani atleti.
Nel caso di Novara è possibile ricavare almeno il numero complessivo delle visite effettuate nel 2025: 20.208 in totale. Di queste, 16.077 sono state svolte nel settore privato e 4.131 nelle strutture pubbliche. Tuttavia, anche in questo caso mancano informazioni fondamentali, come la distinzione tra visite effettuate da minorenni e maggiorenni e il numero di quelle garantite gratuitamente.
La normativa prevede infatti che agli atleti minorenni, così come alle persone con disabilità, sia assicurata la gratuità della visita per l’idoneità agonistica attraverso un percorso attivato dalle società sportive presso le strutture delle Asl o presso centri privati convenzionati.
Alla luce dei dati incompleti, Ravetti ha annunciato l’intenzione di avviare un’attività ispettiva con accesso agli atti nelle aziende sanitarie per fare chiarezza sul funzionamento del sistema e verificare se il diritto alla gratuità sia effettivamente garantito.





