Il 12 marzo viene celebrata la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari, con la quale si sottolinea l’importanza del rispetto nei confronti del personale sanitario e socio-sanitario, che opera tutti i giorni sul campo per garantire in primo luogo il diritto alla salute.
Aggredirlo verbalmente e fisicamente è un reato, e un atto di inciviltà, che va contro l’interesse della popolazione.
La campagna del Ministero della salute con la headline "Ti ha salvato. Ti salverà ancora. Rispetta chi si prende cura di te e dei tuoi cari", porta l’attenzione sul ruolo essenziale del personale sanitario nella vita di ciascuno di noi. Almeno una volta nella vita, noi o una persona a noi cara ha ricevuto cure e assistenza da un operatore sanitario. La frase scelta crea un legame emotivo e induce alla riflessione sulla riconoscenza e il rispetto dovuti a chi si dedica alla salute altrui.
La campagna informa inoltre che, con il Decreto legge 1 ottobre 2024, n. 137, convertito con la Legge 171/2024, chi aggredisce chi lavora nei luoghi di cura rischia l’arresto in flagranza anche differita e sono previste pene più severe per chi danneggia beni delle strutture sanitarie.
Angelo Penna direttore generale dell’Asl Novara sottolinea come L’Asl Novara ha deciso di puntare l’attenzione sul dialogo e sulla forza della relazione, sia con il proprio slogan: “La violenza divide, l’Ascolto unisce, il Rispetto salva”, sia con le iniziative che ha messo in campo per questo giornata molto sentita in questo momento di escalation>
Il 25 febbraio l’Asl Novara ha sottoscritto con la Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Novara, insieme all’Azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della Carità di Novara il “Protocollo d'intesa per la prevenzione e il contrasto degli atti di violenza e delle aggressioni contro gli esercenti le professioni sanitarie”.
Il 12 marzo il personale sanitario dell’Asl Novara, consegnerà ad ogni utente la brochure della campagna ministeriale, come occasione per sensibilizzare l’utenza sul tema, con un duplice obiettivo: da un lato responsabilizzare gli utenti e i loro famigliari nell’evitare le manifestazioni di violenza nei luoghi di cura, e dall’altro informare sulle novità del Decreto legge 137/2024, che persegue chi aggredisce chi lavora nei luoghi di cura.
Nella stessa giornata si svolgeranno le prime edizioni 2026 di due corsi di formazione rivolti a tutto il personale dell’Asl:
- La prevenzione e la gestione degli episodi di violenza, corso al terzo anno di erogazione, finalizzato a diffondere le tecniche di de-escalation tra i professionisti sanitari;
- E di me, chi si prende cura? Corso organizzato per la prima volta in ASL NO, con lo scopo di dare strumenti di cooping ai professionisti sanitari, rispetto all’escalation di aggressività.
Sempre il 12 marzo partirà la campagna dell’Asl Novara “La violenza divide, l’Ascolto unisce, il Rispetto salva”, che coinvolgerà le Scuole dell’intero territorio attraverso un percorso di educazione alla conoscenza e all’uso dei servizi sanitari e si concluderà il 12 marzo 2027. Il percorso sarà indirizzato alle terze e quarte degli Istituti Secondari di secondo grado e prevederà la partecipazione attiva degli studenti, con momenti di confronto e un concorso per la realizzazione di un elaborato simbolo del dialogo tra utenti e professionisti sanitari.
E’ stata posizionata, a valenza simbolica, una “Panchina dell’ascolto” presso la sede legale dell’Asl a Novara (viale Roma, 7, Palazzina A, cortile interno, piano terra), colorata di bianco, che rappresenta il colore della sanità.
L’auspicio è che tutte queste iniziative, che rappresentano solo la punta dell’iceberg di un progetto che l’Asl sta portando avanti da anni per la tutela dei propri Professionisti, consentano un’inversione del fenomeno delle aggressioni.
La cronaca porta alla ribalta, quasi ogni giorno, notizie di aggressioni nei confronti di operatori sanitari che, in alcuni casi, si concludono tragicamente e si verificano situazioni ed episodi dove il personale sanitario e in particolare chi è impegnato nei servizi dei emergenza e urgenza (Pronto Soccorso), nei servizi di continuità assistenziale (ex Guardia medica) ecc… è oggetto di azioni (come schiaffi, sputi, graffi, lancio di oggetti) e frasi denigratorie e minacciose.
Bruno Bacchetta dirigente responsabile direzione professioni sanitarie, asserisce: La Sanità è fatta nel quotidiano di un rapporto tra persone assistite e professionisti che prendono in carico ogni singolo caso che si presenta loro. Malgrado ciò i Professionisti della salute, compreso anche il personale non sanitario, subiscono sempre più spesso aggressioni fisiche e verbali, durante lo svolgimento delle loro attività lavorative. Occorre ricostruire fiducia, promuovere il rispetto attraverso un cambio di prospettiva, dando il significato più profondo alla forma di aiuto che può arrivare da chi ne ha fatto la propria professione. E' infatti essenziale far comprendere al cittadino l'importanza dell'impegno e delle competenze messe in atto da chi lavora per la salute della popolazione> e prosegue Quando per esempio il cittadino contatta i numeri di emergenza gli operatori pongono domande per valutare la situazione nel modo più efficace e sicuro e identificare il bisogno rappresentato: non stanno perdendo tempo ma raccogliendo le informazioni fondamentali per fornire la miglior risposta. Quando al cittadino sembra che il professionista della salute non agisca "abbastanza in fretta" occorre ricordare e comprendere che sta agendo secondo procedure e protocolli condivisi e validati.
E' importante saper riconoscere e rispettare i tempi di presa in carico e di visita del malato, comprendendo che a ciascuno possono essere indirizzate indagini diagnostiche e cure differenti. In un Pronto Soccorso l’ordine di visita è determinato dalla gravità delle condizioni cliniche del paziente e non dall’ordine di arrivo: qualcuno entrato successivamente può aver bisogno di cure più urgenti, in base a precisi criteri clinici valutati al momento dell’accettazione>
Daniela Sarasino, responsabile governo clinico e Risk Management afferma “L’Asl Novara, in linea con la Raccomandazione Ministeriale n. 8/2007, ha adottato una procedura per prevenire gli atti di violenza sugli operatori già dal 2011, mentre a partire da 2017 ha attivato un sistema informatizzato di raccolta di segnalazioni interne (incident reporting) che consente al dipendente di inviare (anche in modo anonimo) una segnalazione di violenza all’Unità Gestione Rischio.
Questo sistema consente di misurare il fenomeno, analizzarlo ed individuare le eventuali azioni di miglioramento. Complessivamente nel 2025, attraverso le segnalazioni spontanee, nell’Asl Novara stati registrati 104 episodi di violenza, prevalentemente aggressioni verbali (83%). L’andamento temporale evidenzia come, a differenza di quanto accaduto nel 2024, anno in cui si è avuta una deflessione del fenomeno, gli episodi segnalati siano nuovamente aumentati, tornando ai livelli del 2023. Rispetto al 2024, infatti, si osserva un incremento del 30%, con un preoccupante incremento delle aggressioni fisiche, passate da 5 a 18>.
Le segnalazioni arrivano per la maggior parte dal Pronto Soccorso, anche se per fortuna in questo reparto sono in diminuzione, e si concentrano nella fascia oraria notturna. Tuttavia nessun servizio ospedaliero o territoriale è escluso dal fenomeno e nessun orario. Se si tiene conto che le segnalazioni sono solo una parte degli episodi che effettivamente accadono, risulta evidente l’impatto che il fenomeno ha sui professionisti sanitari>.
<Solo attraverso un congiunta e determinata possibile intervenire nel contrasto efficace di fenomeno sempre pi preoccupante cos da fornire sicurezza a chi opera in prima linea. la sinergia tra ordini professionali aziende sanitarie istituzioni rappresenta lo strumento chiave per arginare combattere questa crescente aggressività - prosegue Bacchetta - attraverso ''Rispetta chi ti aiuta”, si deve promuovere la cultura del rispetto e della collaborazione tra operatori sanitari e cittadini. La violenza non può essere tollerata in alcuna forma, il dialogo e la collaborazione sono e devono essere i pilastri fondamentali del rapporto tra operatori sanitari e cittadini''
Per tutelare i professionisti operanti nell’Asl Novara sono state messe in atto diverse azioni, anche strutturali, oltre a quelle volte alla mitigazione del rischio individuate. Ad esempio a supporto dei professionisti vittime di aggressione è presente un percorso dedicato presso il servizio di psicologia, attivabile autonomamente dal professionista.
<il rispetto verso medici infermieri e i professionisti della sanit un dovere civile morale perch ogni giorno garantiscono cura assistenza risposta ai bisogni di salute collettivit forma violenza nei loro confronti inaccettabile ed esecrabile non solo viola sacralit persona ma l sistema convivenza> afferma Angelo Penna direttore generale Asl Novara e prosegue Difendere e valorizzare gli Operatori della sanità significa proteggere il diritto fondamentale della cura, prevenzione e salute di tutti e rafforzare il senso di umanità che deve guidare la nostra società>





