Per alcuni gas medicinali esistono colori codificati: la bombola ossigeno medicinale, ad esempio, ha l’ogiva bianca, il protossido di azoto è blu, l’aria medicale è contraddistinta dal bianco e dal nero. Per quanto riguarda invece altri gas non codificati, il colore dell’ogiva indica la classe di pericolo: per esempio verde brillante per gas inerti, rosso per gas infiammabili, blu chiaro per quelli ossidanti.
Ma il colore dell’ogiva, da solo, non basta: occorre sempre prestare attenzione anche a fusto, etichette, punzonatura e certificati.
Per quanto riguarda il fusto, anche questo fornisce indicazioni secondo regole cromatiche: nelle bombole di gas medicinali è bianco, mentre altre tipologie di confezioni seguono colorazioni diverse definite da norme internazionali. Va segnalato che, nelle miscele, bombole con uguale colorazione possono corrispondere a composizioni diverse: in questi casi bisogna perciò fare riferimento al certificato di analisi apposto alla bombola.
Passando all’etichetta, questa può essere considerata la carta d’identità ufficiale di una bombola: le etichette ADR riportano nome del gas (e componenti nelle miscele), numero CE e ONU, simboli di pericolo, frasi di rischio e consigli di prudenza, oltre ai dati del fabbricante o distributore. All’etichetta ADR si affianca poi quella di lotto che indica il numero di lotto, l’officina nella quale la bombola è stata prodotta, la data di riempimento e la scadenza.
Infine, la punzonatura, presente sull’ogiva, riporta dati utili in termini di tracciabilità legale e tecnica, quali la data dell’ultimo collaudo e la conformità alla direttiva T-PED.
Per ulteriori informazioni, visita il sito di Air Liquide Healthcare.
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