Un momento di raccoglimento e memoria per onorare il sacrificio di chi ha perso la vita in servizio. Il Segretario Generale del Siulp novarese, Tommaso Di Gaudio, insieme a una delegazione del sindacato, ha partecipato alla deposizione di fiori presso il cimitero di San Pietro Mosezzo, dove riposa il Capitano del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza Francesco Duma.
All’epoca Dirigente della Sezione Polizia Stradale di Novara, Duma morì il 23 febbraio 1977, a seguito delle gravi ferite riportate in un incidente stradale avvenuto il 30 gennaio dello stesso anno sulla SS 32, nei pressi di Bellinzago, a causa della strada ghiacciata. Aveva solo trent’anni.
Alla commemorazione è seguita una cerimonia religiosa di suffragio celebrata nella Cappella interna alla Questura di Novara, officiata dal Cappellano provinciale della Polizia di Stato.
Al termine della funzione, il Siulp ha consegnato al figlio Marco, anch’egli appartenente alla Polizia di Stato, un ritratto del padre realizzato a penna a sfera dal Sovrintendente Raffaele Iacaruso, in servizio presso la Polizia Scientifica della Questura di Novara, che ha preso parte all’incontro particolarmente toccante.
«Un doveroso ricordo di un giovane Ufficiale che ha perso la vita con abnegazione e spirito di sacrificio al servizio della collettività», si legge nella nota diffusa dal sindacato. Al Capitano Duma è intitolata la Caserma della Sottosezione Polizia Stradale di Romagnano Sesia. Copie del ritratto sono state donate anche al Dirigente della Sezione Polizia Stradale di Novara e al Comandante della Sottosezione di Romagnano.
Con questa iniziativa si conclude la “trilogia del ricordo” promossa dal Siulp novarese in memoria delle Vittime del Dovere della Polizia di Stato nel territorio: dopo l’Agente Franco Biagio, ucciso il 3 marzo 1985, e l’Agente Nicola Scafidi, deceduto in servizio il 27 settembre 2026, il sindacato rinnova l’impegno a custodire e tramandare la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la sicurezza della comunità.
«I ritratti donati ai familiari e agli uffici dove hanno prestato servizio – conclude il Siulp – possano servire a conservare per sempre il loro ricordo».





