Attualità - 19 febbraio 2026, 09:02

Piccoli Comuni, non da soli: l’Uncem rilancia la riorganizzazione

La legge 158/2017 resta il riferimento, ma serve un cambio di paradigma per creare reti, servizi e futuro condiviso

Piccoli Comuni, non da soli: l’Uncem rilancia la riorganizzazione

I piccoli Comuni italiani non possono più restare isolati. Lo ribadisce con forza l’Uncem, l’Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani, sottolineando come la legge 158 del 2017, insieme ad altre norme come la 221 del 2015 sulla green economy e la legge forestale del 2018, offra ancora oggi uno strumento prezioso per costruire futuro e coesione territoriale. "Restare come siamo e guardare al passato non serve", affermano i rappresentanti dell’Uncem.

Secondo l’Uncem, la legge sui piccoli Comuni è stata in gran parte dimenticata, anche nella gestione dei bandi Pnrr, come quello da 160 milioni di euro, con risultati che spesso penalizzano proprio i Comuni più piccoli. «Mettere tutti contro tutti – spiegano – non funziona. Occorre favorire il lavoro insieme, in sinergia e dialogo, superando campanilismi e rivalità. Solo così le piccole realtà possono avere peso politico e capacità progettuale».

L’economista Giampiero Lupatelli sottolinea come i piccoli Comuni, pur nella loro dimensione ridotta, possano prosperare anche in un’epoca di intelligenza artificiale: "Le virtù di questi enti – scrive – si esercitano costruendo relazioni solide tra soggetti della stessa natura e con realtà più grandi. È la logica delle filiere, delle comunità territoriali, delle reti metro-montane".

L’Uncem invita quindi a cambiare paradigma, attuando pienamente la 158/2017. Servono nuovi modelli di managerialità e organizzazione, uffici pubblici più efficienti, personale condiviso, strumenti sovracomunali. Non si tratta di fondere i Comuni per legge – "chi l’ha pensato ha sbagliato" – ma di riorganizzare, fare rete, dare migliori servizi e funzioni ai cittadini.

"Smettiamo di pensare che i piccoli Comuni siano meteore isolate, campanili soli", concludono i vertici Uncem. "Sono relazione, lavoro condiviso, possibilità di crescita per il territorio e per il Paese. Occorre superare lobby e caste, mettere in comune competenze e risorse, per costruire un futuro stabile e moderno. Riorganizzare la Pubblica Amministrazione significa riorganizzare servizi, personale e responsabilità negli enti locali. Non può più essere un tabù".

a.f.

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