Sanità - 18 febbraio 2026, 19:05

Aou Maggiore, l'allarme dei sindacati: "Personale allo stremo, mancano 100 infermieri"

Fp Cgil denuncia la situazione dell'ospedale novarese: "I professionisti sono esausti e sottofinanziati, a rischio servizi e risorse"

Aou Maggiore, l'allarme dei sindacati: "Personale allo stremo, mancano 100 infermieri"

“L'incontro dello scorso 11 febbraio con i vertici aziendali ha confermato, nero su bianco, una realtà che denunciamo da tempo: la carenza di personale sanitario presso l'Aou Maggiore della Carità ha raggiunto livelli di vera e propria emergenza”. Così, in una nota, Fp Cgil Novara Vco, in merito all’importante crisi che sta riguardando l’azienda ospedaliera universitaria di Novara.

Il sindacato lancia l’allarme, sottolineando i numeri: “Ad oggi, mancano all'appello 100 infermieri nei soli reparti. Le recenti assunzioni di 30 unità a tempo determinato rappresentano una "goccia nel mare" che non risolve l'emergenza: molti dei nuovi assunti stanno già rassegnando le dimissioni per accettare contratti a tempo indeterminato altrove, mentre prosegue l'esodo inarrestabile legato ai pensionamenti di una categoria caratterizzata da un'età media sempre più elevata”.

“A fronte di una carenza così strutturale - si legge nella nota di Cgil - assistiamo a un paradosso: la riapertura di strutture precedentemente chiuse per mancanza di personale, decisione che esaspera ulteriormente i carichi di lavoro. A minare ulteriormente la tenuta del sistema interviene lo stanziamento regionale di 470.000 euro per il recupero delle liste d'attesa e le prestazioni aggiuntive. Una cifra che, seppur in lieve aumento rispetto all'anno precedente, appare del tutto simbolica a fronte del fabbisogno reale: nel 2025 sono stati infatti necessari 2 milioni di euro per coprire i servizi, lasciando scoperto un disavanzo di oltre 1,5 milioni rispetto ai finanziamenti erogati. Appare chiaro come il recupero liste d'attesa, la sostituzione degli operatori mancati, l'avvicendamento per pensionamento e licenziamenti, le assenze per malattia, le ferie estive saranno a carico del bilancio aziendale qualora l'azienda sia economicamente in grado di sostenerlo o degli operatori”.

Proseguono dal sindacato: “Gli operatori sono allo stremo e i cittadini penalizzati. Infermieri, tecnici di laboratorio e di radiologia, ostetriche e Oss sono esausti, costretti a turni massacranti e carichi di responsabilità enormi. I professionisti sanitari si trovano oggi sottofinanziati da un contratto nazionale che non ne riconosce il valore, sbeffeggiati dai finanziamenti regionali, bersaglio dell'utenza, giustamente esasperata da liste d'attesa che superano l'anno per visite ed esami non urgenti”.

“Gli operatori - conclude la nota - chiedono all'azienda una reale attenzione al benessere organizzativo che permetta di conciliare vita privata e professionale. Alla regione Piemonte si chiede con forza di investire nella salute pubblica, stanziando le risorse necessarie per garantire una sanità equa, efficiente e dignitosa sia per chi ci lavora, sia per i cittadini”.

l.b.

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