Borgomanero - 18 febbraio 2026, 08:02

“Giubiascia di matai”: il Kiwanis riscopre le radici del Carnevale di Borgomanero

Una serata con Carlo Panizza per raccontare storia, tradizioni e identità di una festa nata dalla povertà e diventata simbolo di resilienza comunitaria.

“Giubiascia di matai”: il Kiwanis riscopre le radici del Carnevale di Borgomanero

In occasione del Carnevale, il Kiwanis Club Borgomanero, guidato dal presidente Fausto Guidetti, ha dedicato una serata di approfondimento alla storia e alle radici culturali del Carnevale cittadino, calandolo nella realtà locale e nelle sue peculiarità.

Relatore dell’incontro è stato Carlo Panizza, giornalista, scrittore e profondo conoscitore della storia e delle tradizioni del territorio, che ha ripercorso l’evoluzione del Carnevale borgomanerese, evidenziandone l’identità autentica e popolare.

A differenza delle celebrazioni sfarzose di città come Viareggio o Venezia, il Carnevale di Borgomanero è sempre stato segnato da una storica condizione di povertà che ha dato vita a tradizioni semplici ma fortemente radicate nella convivialità e nella trasgressione sociale. Momenti centrali erano la “Giubiascia”, il giovedì grasso, e il “Lunzòn”, occasioni conviviali caratterizzate da cibi rustici – salamini, pane bianco e vino locale – che in un contesto di miseria rappresentavano un piccolo lusso.

Il cuore della festa non risiedeva nei costumi elaborati, ma nell’inversione dei ruoli e nell’anonimato garantito da travestimenti modesti: uomini vestiti da donne e viceversa, con il successo del mascheramento misurato dalla capacità di non essere riconosciuti. Una tradizione nata dalla necessità di evasione, evolutasi nel tempo dagli scherzi goliardici contro le autorità ai veglioni del dopoguerra, fino allo spostamento nel 1936 della sfilata dei carri a settembre, nell’ambito della Festa dell’Uva, mantenendo però viva la tradizione con la “cena del Lunzon”.

Nel tempo, alcune consuetudini hanno perso vigore: emblematico il caso delle feste da ballo organizzate dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso, che da un modesto guadagno di 13 lire nel 1885 arrivarono a registrare perdite tali da decretarne la fine.

La vera anima del Carnevale borgomanerese, ha sottolineato Panizza, non è mai stata l’evento pubblico in sé, ma il ricordo di una comunità capace di trasformare la penuria in festa, facendo della resilienza un tratto distintivo della propria identità.

Al termine della serata il presidente Fausto Guidetti ha ringraziato per la presenza il Luogotenente Governatore della Divisione 17 Marco Milan, insieme ai numerosi soci e ospiti che, con la loro partecipazione, rendono possibili i service del Kiwanis.

Parole chiave: Borgomanero, Carnevale, Giubiascia, Kiwanis Club, tradizioni locali

Redazione

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