Economia - 16 febbraio 2026, 16:45

Le “olimpiadi” del mondo del lavoro della Commissione europea a Milano: "La sfida della competitività si vince sulle competenze"

Si è svolto giovedì alla Triennale, sede di Casa Italia, il talk organizzato dalla Rappresentanza della Commissione nel capoluogo lombardo, tenuto dal direttore generale per l’occupazione Mario Nava, che ha presentato “L’Unione delle Competenze”: «Come ci insegna lo sport, formazione e studio continui sono fondamentali per competere sul mercato del lavoro»

Le “olimpiadi” del mondo del lavoro della Commissione europea a Milano: "La sfida della competitività si vince sulle competenze"

Il mondo dello sport - oggi quanto mai al centro di tutto grazie alle Olimpiadi di Milano-Cortina - e il mercato del lavoro europeo hanno molti più punti in comune di quanto si possa credere. Una considerazione confermata pienamente da quanto emerso nel talk istituzionale organizzato alla Triennale nel capoluogo lombardo, sede di Casa Italia per i Giochi Olimpici, dalla Rappresentanza della Commissione europea a Milano, nel pomeriggio di giovedì 12 febbraio.

“Unione delle competenze e nuove professioni dell’Unione europea” il titolo dell’intervento che ha visto protagonista Mario Nava, direttore generale per Occupazione, Affari Sociali e Inclusione della Commissione europea; un’iniziativa volta a rafforzare competenze, istruzione, formazione e apprendimento permanente in risposta alle trasformazioni del mercato del lavoro.

Tanti i giovani e gli studenti, anche delle scuole superiori, che hanno partecipato al talk che hanno potuto interloquire direttamente con il relatore su temi come le nuove professioni, sulle politiche europee per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e sulle opportunità che l’Unione europea sta costruendo per accompagnarli in uno scenario internazionale in continuo mutamento.

L’incontro è stato aperto, in pieno spirito olimpico, dall’ambassador di Casa Italia, Marta Maggetti, medaglia d’oro nella vela alle Olimpiadi di Parigi 2024 che ha confermato come lo sport apra tante opportunità di crescita personale.

Claudia Colla, Direttrice della Rappresentanza della Commissione europea a Milano, ha introdotto l’argomento dell’incontro, ricordando il ruolo svolto dalla Rappresentanza sul territorio: un ruolo non soltanto diplomatico e di ascolto delle istanze di chi vive nel Nord Italia ma che prevede anche la messa a terra delle politiche dell’Unione europea nella vita quotidiana dei cittadini.

Il filo rosso che unisce sport, in particolare quello olimpico, e mercanto del lavoro europeo lo ha sottolineato subito Nava, sottolineando come in entrambi gli ambiti siano fondamentali la disciplina, il tendere all’eccellenza e la cura dei dettagli.

Alcune statistiche citate dal relatore dimostrano chiaramente la portata e la qualità delle sfide che attendono l’Unione europea: tra il 2005 e il 2025 il tasso di disoccupazione europeo è calato dal 20% al 6% attuale, un dato molto positivo non solo dovuto al calo demografico ma anche all’aumento delle competenze concentrato in particolare nel mondo femminile e in quello dei lavoratori over 55.

Nava ha però riportato un altro numero, decisamente preoccupante: ovvero che da oggi al 2050 all’interno della UE si perderanno circa 1 milione e 200 mila lavoratori per un totale di 30 milioni circa.

Un problema che va risolto e su cui è in campo proprio la Commissione europea proprio attraverso l’iniziativa denominata “Unione delle Competenze”.

La compensazione può avvenire in tre modi, come ha osservato Nava, rendendo ad esempio maggiormente produttivi i 200 milioni di lavoratori ancora attivi, oppure utilizzando una migrazione regolare e controllata o ancora portare nel mondo del lavoro un maggior numero di donne.

«Partiamo da un sistema educativo pubblico solido - ha sottolineato Nava - occorre capire che come anche ci insegna lo sport, la formazione e lo studio continuo sono fondamentali per competere e stare dietro all’avanzamento delle nuove tecnologie».

Ci sono settori poi come quello della “Care Economy”, ovvero quello della cura della persona, in particolare gli anziani, che hanno assoluto bisogno di lavoratori derivanti dalla migrazione regolare e controllata, su cui l’Unione europea sta lavorando.

Un altro punto di vantaggio della UE è quello della transizione ambientale che sta facendo emergere nuove professioni che necessitano di scuole e di accademie come il caso dell’Accademia dell’Acqua.

La conclusione del talk, come “ammesso” dallo stesso Nava, è stata “draghiana”, nel senso di Mario Draghi: «Cari europei state attenti, la sfida della competitività non si vince sul lato dei costi ma su quello delle nuove skills da spendere sul mercato del lavoro».

Matteo Fontana

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