Novara ha celebrato questa mattina il Giorno della Memoria in piazza Santa Caterina, luogo simbolico del ricordo della persecuzione antiebraica in città. Qui, nel 2022, furono posate le prime pietre d’inciampo novaresi dedicate ad Amadio Jona e Giacomo Diena, ebrei novaresi deportati e uccisi nei campi di sterminio nazisti, segni concreti di una memoria inserita nello spazio quotidiano.
Il 27 gennaio ricorda la liberazione del campo di Auschwitz nel 1945, data che segnò la scoperta dell’orrore del sistema concentrazionario nazista. Alla cerimonia hanno partecipato anche gli studenti del liceo Casorati, accompagnati dall’insegnante e presidente di Anpi Novara Michela Cella, a sottolineare il ruolo centrale della scuola nella trasmissione della memoria.
Nel suo intervento, l’assessore alla Cultura Luca Piantanida ha ribadito che il Giorno della Memoria non deve ridursi a un rito, ma restare un momento di riflessione sulle responsabilità storiche e sui pericoli sempre attuali di antisemitismo, razzismo e indifferenza. Il prefetto Francesco Garsia ha definito la Shoah una tragedia unica per metodo e pianificazione, richiamando i valori della Costituzione come risposta civile a quell’orrore.
Un messaggio della presidente della Comunità ebraica di Vercelli, Rosella Bottini Treves, ha infine ricordato che la memoria non può limitarsi a una sola giornata, ma deve vivere ogni giorno nei luoghi, nelle scuole e nella coscienza collettiva. Una testimonianza che, a Novara, continua a interrogare la città attraverso nomi e storie che non devono essere dimenticati.











