Politica - 24 gennaio 2026, 07:38

Iran: Piemonte, consiglio regionale condanna repressione e chiede azione diplomatica forte

"Di fronte alla brutale repressione in atto non possiamo rimanere in silenzio"

Iran: Piemonte, consiglio regionale condanna repressione e chiede azione diplomatica forte

Il consiglio regionale del Piemonte ha approvato un ordine del giorno, proposto dall’intero Ufficio di Presidenza, sulla situazione drammatica in Iran. Il documento impegna il presidente della regione ad attivarsi presso il governo nazionale affinché l’Italia continui a esercitare una pressione diplomatica incisiva e coerente, in sede europea e alle Nazioni Unite, per fermare la repressione in atto, sospendere le esecuzioni e garantire il rispetto dei diritti umani fondamentali. L’odg impegna, inoltre, la regione a sostenere, in raccordo con le istituzioni nazionali ed europee, iniziative di sensibilizzazione e cooperazione internazionale per la tutela dei diritti umani, la protezione dei civili e il sostegno alla vessata popolazione iraniana.

La discussione in aula è stata aperta dall’intervento di Yoosef Lesani, vicepresidente dell’associazione ‘Iran libero e democratico’ che ha sottolineato : “Porto un messaggio che non riguarda solo il presente, ma il destino della nostra lotta e delle nostre aspirazioni. È il grido di un popolo che sogna la libertà, che non vuole più essere prigioniero ma rinasce. Questo regime teocratico non cadrà per effetto di decisioni prese nelle capitali del mondo o di interventi stranieri: nessuna pressione esterna può sostituire la volontà di un popolo determinato. Noi siamo vivi perché l’amore non muore mai”.

Il presidente del consiglio Davide Nicco ha ricordato che “di fronte alla brutale repressione in atto in Iran, il consiglio regionale del Piemonte non può restare in silenzio. Oscurare internet, non può oscurare le coscienze. Affermiamo con forza tre principi chiari: condanna senza ambiguità delle violenze del regime contro civili, donne, giovani e minoranze, rifiuto dell’uso della pena di morte come strumento di repressione politica; sostegno a un’azione diplomatica internazionale forte e coordinata per la tutela dei diritti umani fondamentali e per far terminare questo orrore. Tutte le istituzioni democratiche hanno il dovere di testimoniare con atti concreti la difesa della dignità della persona e dello Stato di diritto e con questo voto unanime il consiglio regionale ribadisce che i diritti umani non hanno confini e che la libertà non può essere soffocata dalla paura e nel sangue".

Red-Cro/Adnkronos

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