Un nuovo tassello si aggiunge al percorso poetico di Franco Acquaviva. È appena uscito per le edizioni Kolibris di Ferrara il suo terzo libro di poesia, “Crescite invisibili”, che arriva dopo “Teatro nelle fibre del corpo” (2016) e “Strategia della sparizione” (2020), entrambi pubblicati da Ladolfi.
Autore, regista, critico e anima del Teatro delle Selve – Residenza Teatrale sul lago d’Orta, con sede al Teatro degli Scalpellini di San Maurizio d’Opaglio, Acquaviva porta avanti da anni un percorso parallelo tra teatro e scrittura, intrecciando la pratica scenica con la ricerca poetica e critica in ambito teatrale e letterario.
La sua poesia ha trovato spazio nel tempo su numerose riviste e piattaforme di settore – tra cui Atelier, Pangea, Il Foglio Clandestino, La Poesia e lo Spirito e il blog Disgrafie – e oggi approda a una nuova forma compiuta in questo volume, frutto di cinque anni di lavoro, fatto di riscritture, sottrazioni e un’attenta cesellatura del testo.
Il titolo “Crescite invisibili” rimanda a ciò che nasce e si trasforma ai margini del nostro sguardo e dell’esperienza quotidiana: movimenti sottili, impercettibili, che sfuggono alla superficie ma continuano ad agire, a mutare, talvolta a imporsi. Una poesia che richiede un’attenzione diversa, intima, che passa attraverso il corpo, il respiro, il sentimento dell’istante.





