Attualità - 15 dicembre 2025, 09:00

Terre del Riso, al via il tavolo tecnico per fronteggiare i cambiamenti climatici

Est Sesia ospita l’incontro tra istituzioni, consorzi e associazioni di categoria per definire strategie condivise sulla gestione delle risorse idriche e la risicoltura

Terre del Riso, al via il tavolo tecnico per fronteggiare i cambiamenti climatici

Crisi climatica, siccità e eventi meteorici sempre più estremi: affrontare queste sfide è diventata una priorità per le Terre del Riso, il più importante comprensorio risicolo d’Europa. Per questo motivo, Est Sesia ha ospitato un tavolo tecnico- istituzionale dedicato alla risicoltura, organizzato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, con l’obiettivo di pianificare iniziative e strategie per garantire una gestione sostenibile e resiliente della risorsa irrigua.

All’incontro hanno partecipato tutti gli stakeholder del settore: Francesco Tornatore, responsabile gestione risorse idriche dell’Autorità di Bacino del Po; Ettore Fanfani, commissario straordinario di Est Sesia; Paolo Mancin, Vicedirettore della Direzione Ambiente, Energia e Territorio della Regione Piemonte; rappresentanti di Regione Lombardia, Ente Nazionale Risi, consorzi di irrigazione del territorio e associazioni di categoria come CIA, Coldiretti e Confagricoltura.

L’area del Distretto del Po ospita circa 200mila ettari di riso, tra le province di Vercelli, Novara e Pavia, e rappresenta un patrimonio ambientale, economico e culturale unico. Tuttavia, i cambiamenti climatici stanno alterando il ciclo idrologico con inverni meno nevosi, estati più calde e siccitose, e precipitazioni concentrate in brevi eventi estremi. Gli studi prevedono un aumento delle temperature tra i 2 e i 3 gradi, più notti tropicali e una diminuzione dei giorni di pioggia, fenomeni che richiedono un ripensamento delle tecniche agricole e delle strategie di irrigazione.

Durante il tavolo tecnico, sono stati affrontati temi chiave come la gestione dei bacini idrici, la condivisione dei dati tra i diversi enti, la realizzazione di studi scientifici in collaborazione con Università e Politecnici, e l’applicazione delle normative europee sul Deflusso Ecologico. Particolare attenzione è stata dedicata al passaggio dalla semina in sommersione a quella in asciutta, più costosa e complessa per gli agricoltori, ma necessaria per una gestione sostenibile dell’acqua.

«Ci sono tre aspetti fondamentali su cui lavorare subito – ha commentato Ettore Fanfani –: garantire acqua durante l’inverno, incentivare tecniche di coltivazione sostenibili e risolvere le criticità legate al deflusso ecologico, in modo da conciliare esigenze agricole e tutela ambientale».

a.f.

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