“Ogni anno mi rammarico per le inutili polemiche che precedono la ricorrenza del 25 aprile. Io dico, taciamo! La Resistenza è un patrimonio di tutti”. Lo ha detto questa mattina alla celebrazione ufficiale della Liberazione, parlando nel cortile del Broletto in rappresentanza del Comune di Novara l’assessore Silvana Moscatelli. Nel suo discorso l'assessore ha paragonato la rinascita dell’Italia dopo la Liberazione a quella vissuta dopo la fine della pandemia.
Le celebrazioni si sono aperte, come da tradizione, in Viale IV Novembre, nel parco dell'Allea con la Deposizione della corona al Monumento ai Caduti. Poi il corteo con la Banda si è mosso in direzione del Duomo dove il vicario del vescovo don Renzo Cozzi, ha presieduto la celebrazione della Messa.
Assente il sindaco Alessandro Canelli, che ha partecipato con i sindaci dei capoluoghi piemontesi alla visita del presidente Mattarella, al Broletto erano presenti il prefetto Garsia e il questore Faranda Cordella. Tra i rappresentanti politici, il senatore di Fratelli d’Italia Gaetano Nastri, l’assessore regionale Matteo Marnati, il consigliere regionale della Lega Federico Perugini,la vicepresidente della Provincia Michela Leoni,l’assessore Teresa Armienti (FI) e numerosi consiglieri comunali del Pd, della Lega e di Forza Novara (non di FDI)
Il momento centrale della mattinata dopo l'Omaggio al Monumento dei Caduti partigiani e i saluti delle Autorità, è stata l'orazione ufficiale tenuta da Roberto Leggero, componente del comitato provinciale ANPI, che ha esordito con una domanda: “Chi siete? Che cosa volete ricordare” e ha poi ripercorso le vicende che portarono alla presa del potere da parte del fascismo.
Un discorso intenso e carico di emozione, nel quale Leggero ha detto tra l’altro che “chi dice che l’unico errore di Mussolini fu entrare in guerra a fianco di Hitler non conosce la nostra storia” e non ha mancato di rendete omaggio al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Leggero ha poi ripetuto in conclusione “noi siamo i figli e le figlie della Resistenza, di quelli che morirono per la libertà”
Al termine del discorso è scattato come di tradizione il coro di “Bella Ciao”.















