Cronaca - 03 giugno 2020, 11:00

Celebrata a Romagnano la festa della Repubblica

Il sindaco Carini: “Vivere in una Repubblica significa proprio questo: assistere alla scena in cui l’essere umano si unisce all’altro, lo aiuta per godere della sua e dell’altrui felicità.”

Celebrata a Romagnano la festa della Repubblica

Per la prima volta, dopo tanto tempo, è stato festeggiato il 2 Giugno anche a Romagnano. L’Amministrazione Comunale, con il gruppo Alpini, ha organizzato un momento commemorativo.

Le celebrazioni sono iniziate alle 10 in piazza Libertà con l’alzabandiera eseguita dai volontari dell’Ana e la deposizione della corona d’alloro al monumento dei caduti, è seguito il discorso del Sindaco Alessandro Carini.

Alle 10.30 in piazza è stata celebrata la messa in suffragio alle vittime del Coronavirus.

Tutta la cerimonia è stata celebrata nel rispetto delle norme anti contagio, tutti i partecipanti indossavano le mascherine e l’accesso alla piazza è stato contingentato.

Riportiamo le parole del sindaco Carini:

Carissimi concittadini,
nel secolo scorso nasceva la nostra Repubblica italiana. Era il 1946. Dopo anni di lotte, sofferenze, divisioni tra monarchia e dittatura, la Repubblica come una donna austera e sicura di sè muoveva i suoi primi passi tra le grida festose, cariche di speranza di molti italiani. Una vita difficile quella della Repubblica non meno problematica di tante altre epoche storiche ma se ancora oggi l’Italia democratica la celebra un motivo deve pur esserci.
La Repubblica rende ciascun cittadino responsabile di poter agire per il bene comune, conferisce a ciascuno un impegno, un diritto ma anche un dovere per la promozione del sé e della comunità intera. Machiavelli non aveva tutti i torti quando affermava che non esiste una forma di governo perfetta ma esiste una forma di governo da definirsi utile solo quando risponde alla natura e all’esigenza dei cittadini di uno Stato. Oggi più che mai gli italiani hanno dimostrato di agire con una mentalità democratica e repubblicana. Responsabilità individuale e collettiva hanno guidato i comportamenti di ciascuno di noi durante i giorni difficili dell’emergenza sanitaria.

I mesi di emergenza sanitaria che abbiamo vissuto sono anche stati scanditi dalle nostre feste nazionali (Liberazione, Primo Maggio e oggi 2 Giugno) e forse, per la prima volta, dopo tanto tempo, abbiamo compreso la loro importanza e la forza che nascondono ancora oggi come ieri e più di ieri. Questo periodo difficile ci ha permesso non di ricordare, ma di fare veramente memoria di quello che i nostri padri, nonni hanno vissuto e hanno costruito. Questo periodo si conclude con la riappropriazione della nostra libertà, difesa e ricordata dalla storia della Repubblica. Repubblica nata con al centro il bene comune, nella quale uomini e donne provenienti da esperienze, formazioni lontane si sono ritrovate e hanno lavorato insieme per il bene del popolo. In questi mesi la nostra comunità ha pianto perché, come dicono i nostri alpini, alcuni sono andati avanti. Persone semplici che hanno vissuto e costruito il senso della nostra comunità. Persone che non hanno magari mai ricoperto importanti ruoli ma per il lavoro che hanno svolto erano parte della storia del nostro paese. La nostra comunità si è impoverita, ma deve avere la capacità di guardare a queste persone come esempi sani e semplici per ritrovare il rilancio giusto.

Vivere in una Repubblica significa proprio questo: assistere alla scena in cui l’essere umano si unisce all’altro, lo aiuta per godere della sua e dell’altrui felicità. 

La Repubblica è lo spazio in cui l’uomo impara a limare il suo confine per convivere con l’altro.

La Repubblica è la palestra nella quale l’uomo deve imparare a deporre le armi dell’odio e della violenza pur di vedere trionfare la pace.

La Repubblica è la casa dalla porta sempre aperta nella quale si è invitati a spaziare e non a chiudersi in se stessi.

La Repubblica è l’abitacolo nel quale muoviamo i nostri incerti passi, in cui spesso pensiamo troppo e sentiamo poco.

Teniamo accesa la fiaccola della Repubblica, alimentiamo la passione e la speranza degli italiani del secolo scorso. Combattiamo per mantenere quelle promesse, per abbattere i confini e le barriere in cui a trionfare non sia il benessere ma il Bene!

Solo così la Repubblica ritroverà la sua forza tale da poter volare con le sue ali nell’arcobaleno segno da sempre di speranza verso il futuro.

Viva l’Italia Viva la Repubblica italiana.

Il Sindaco

Redazione

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