È un panorama politicamente anomalo quello che si profila all’orizzonte per l’importante tornata elettorale delle elezioni comunali che nel territorio della Provincia di Novara interesserà 57 comuni per circa 163.000 abitanti.
Perché il segno prevalente che pare emergere ancora in questi ultimi giorni di vigilia della campagna elettorale è quello della scomposizione e ricomposizione del quadro delle alleanze.
A cominciare da Galliate, unica con popolazione superiore a 15.000 abitanti, dove quindi si vota con il doppio turno. Qui si è concluso il decennio di Davide Ferrari, sindaco leghista per due mandati che sembrava destinato a una candidatura alle Regionali che invece gli è stata “soffiata” sul filo di lana dall’assessore novarese Federico Perugini. Il tramonto dell’era Ferrari si annuncia piuttosto traumatico per il centrodestra: mentre i tre partiti maggiori (Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia) insieme a due liste civiche (“Motore Civico” e “Cambiamo insieme”) puntano sul “delfino” di Ferrari, l’assessore alla sicurezza sempre targato Lega, Claudiano Di Caprio, si deve registrare una scissione sul lato destro: l’attuale vicesindaco, iscritta a Forza Italia, Flora Ugazio, ha scelto di correre da sola sostenuta da un pool di liste civiche. Ad approfittare della situazione potrebbe essere il candidato del centrosinistra riunito della coalizione “Galliate Futura” guidata dal Partito Democratico e che vede anche la presenza di una civica e di una lista completamente formata da giovani, “Galliate for future”. Lui è Emanuele Zuin, 57 anni, dirigente d’azienda, da sei anni presidente del Rione Missanghera attivissimo nella animazione della città. Anche Zuin deve però fare i conti con una “fronda” interna: infatti Cosimo Bifano, consigliere comunale di opposizione che viene dalla tradizione del vecchio Psi, eletto cinque anni fa con il Pd, ha scelto di correre da solo con una formazione civica denominata “Galliate condivisa”. Punta, evidentemente, a far valere una rendita di posizione nel caso di un presumibile ballottaggio.
Fresca delle ultime ore è una notizia che arriva da Cerano, 6800 abitanti Qui è il centrosinistra a dover fare i conti con la conclusione di un doppio mandato, quello del sindaco Flavio Gatti. Dopo alcune settimane di forti fibrillazioni interne, il circolo locale del Pd ha deciso di puntare su una sorta di “usato sicuro”, mettendo in campo come candidato sindaco Mauro Gavinelli, 58 anni, funzionario del Parco del Ticino, più volte segretario provinciale del Pd e per due mandati presidente dell’Atc di Novara. A quanto sembra la lista che sosterrà Gavinelli non avrà il simbolo del Pd e vedrà correre insieme esponenti Dem e di Forza Italia. IL tutto nel tentativo di contrastare l’ascesa della Lega.
Qualcosa di molto simile è accaduto in un altro dei maggiori comuni interessati al voto, Cameri, che conta 10.770 abitanti. Qui la sindaca in carica, Valeria Galli, iscritta al Pd e sostenuta dalla lista di centrosinistra “Progetto Cameri”, ha da tempo manifestato la volontà di non ricandidarsi, e ha accuratamente preparato la successione puntando sulla figura di Giuliano Pacileo, attualmente assessore al bilancio e lavori pubblici. Sul fronte opposto, quello del centrodestra di “Vivi Cameri” si annunciava il ritorno in campo di Rosa Maria Monfrinoli, di Forza Italia, già sindaco dal 2009 al 2014. Ecco però il colpo di scena: Pacileo e Monfrinoli saranno alleati in una nuova lista che si chiamerà “Obiettivo Cameri”, per sostenere la candidatura dell’esponente del Pd. Nel mirino della “strana coppia” c’è il terzo candidato, quel Daniele Messina, che, uscendo nel 2014 dalla maggioranza di Monfrinoli con il suo gruppo “Rinnova Cameri” e scegliendo di fare corsa solitaria aveva di fatto agevolato la vittoria di Valeria Galli. Messina, un passato dalle parti dell’Udc oggi è dato come molto vicino a Fratelli d’Italia e a Gaetano Nastri.
Anche a Bellinzago, comune di poco più di 9300 abitanti dove nel 2014 la corse alla carica di sindaco aveva visto un affollato parterre di concorrenti, addirittura cinque, si annuncia uno scenario molto cambiato, anche in questo caso nel segno dell’anomalia politica. Mentre ancora resta nebuloso il futuro del sindaco in carica Giovanni Delconti, i due tronconi più rilevanti dell’attuale opposizione hanno deciso di correre insieme sotto il simbolo “Viviamo Bellinzago Insieme per la Gente”. Il candidato sindaco sarà Fabio Sponghini, classe 1974, già in corsa nel 2014. Sponghini , che è stato iscritto al Pd, è commercialista ed è socio di studio di Andrea Ballarè, sindaco di Novara dal 2011 al 2016. Insieme a lui ci sarà Matteo Bagnati, cinque anni fa candidato con una propria lista, e politicamente considerato vicino a Fratelli d’Italia. Forza Italia sostiene invece il giovane Federico Mazzaron, 23 anni, definito (ma la notizia è da verificare) il candidato sindaco più giovane d’Italia. Mazzaron correrà con la lista “Bellinzago in primis”
A Castelletto Ticino, Matteo Besozzi, sindaco Pd al secondo mandato, chiudendo la sua esperienza alla guida del comune punta sulla continuità, candidando a sindaco il suo fedelissimo Massimo Stilo e non rinunciando alla propria presenza in lista. Anche qui il centrodestra si presenterà diviso. La Lega ha deciso infatti di correre con un proprio candidato: sarà Massimiliano Ferrario, vicesegretario locale del Carroccio, che ha incassato anche il sostegno della lista civica “Noi per Castelletto”. L’altro candidato del centrodestra è Mario Trinchera, della lista “Castelletto”.
A Romagnano Sesia sarà invece sfida a tre. Anche qui Il sindaco uscente di centrosinistra Cristina Baraggioni ha deciso di lasciare, e ha puntato le proprie carte su Alessandro Carini, giovane insegnante con un passato da giornalista, assessore alla cultura e istruzione della giunta Baraggioni. A sostegno di Carini si presenterà la lista "ValorizziAmo Romagnano". Gli altri due candidati saranno Silvio Landolfa, con "Siamo Romagnano" e Alessandro Pettinaroli con la lista "Romagnano risponde".
Anche a Romentino il sindaco uscente di centrosinistra Alessio Biondo ha deciso di non ricandidarsi. A tentare di dare continuità alla sua giunta sarà Paola Occhetta, già assessore della amministrazione uscente.
Infine la situazione di Oleggio, anche in questo caso nel segno del “movimento”: il sindaco uscente Massimo Marcassa di Forza Italia ha completato il secondo mandato ed è già in campagna elettorale per un seggio nel consiglio Regionale. Marcassa punta per la sua successione sul suo vice, Andrea Baldassini, sostenuto da una coalizione di centrodestra “classico”. A cambiare volto è invece il centrosinistra. In quest’area, ma con una forte connotazione civica, è nata la lista “Oleggio Grande”, nata dall’omonima associazione, un vero e proprio laboratorio di idee cresciuto nei mesi scorsi nel popoloso comune che conta poco meno di 14.000 abitanti. La lista civica, nella quale si riconoscono i principali esponenti “storici” del Pd ma che sottolinea la propria assoluta autonomia candida a sindaco Giancarlo Miranda, manager classe 1957, un passato a Nomisma (il centro studi economici fondato da Romano Prodi) e una carriera sviluppata soprattutto all’estero. La nascita della lista di “Oleggio Grande” ha di fatto generato la scomparsa del vecchio Movimento Civico per Oleggio, che da tempo ha visto molti storici promotori abbracciare la nuova esperienza. L’attuale capogruppo in consiglio, Massimiliano Ferrari, avvocato trentanovenne, avversario di Marcassa nel 2014, ha accarezzato per qualche tempo l’idea di guidare un “rassemblement” di tutte le attuali opposizioni, imbarcando quindi anche Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia. L’operazione è però naufragata: Ferrari ha lanciato una nuova lista civica “Uniti per Oleggio”, schierando come candidato vicesindaco Maeva Cristophe, già consigliera comunale del Movimento Civico.





